Continua lo stallo in Belgio, il premier ai liberali?

    Set 7th, 2014
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    Marianne Thyssen

    Marianne Thyssen

    La notte tra mercoledì e giovedì scorsi sarà ricordata in Belgio per le lunghe trattative tra i leader politici che hanno condotto alla scelta dell’eurodeputata Marianne Thyssen quale nuovo commissario europeo (la prima volta per una donna). Il Belgio è stato l’ultimo paese ad aver confermato al presidente della Commissione Jean-Claude Juncker la sua decisione: un ritardo che aveva creato sconcerto all’inizio della settimana, così come trapelato nelle stesse parole di Juncker nelle ore in cui stava conducendo colloqui riservati con ognuno dei nuovi commissari indicati da ciascuno Stato membro. Marianne Thyssen, 58 anni, è parlamentare europea ininterrottamente dal 1991 e in quanto esponente del partito cristiano-democratico fiammingo CD&V appartiene al gruppo del PPE. E proprio questo aspetto ha contribuito a far sì che la sua nomina alla Commissione europea divenisse un detonatore sui binari che stavano portando alla formazione in Belgio di un nuovo governo federale.

    Dopo le elezioni federali del 25 maggio, tenutesi in contemporanea con le europee, il paese è ancora guidato dal premier socialista Elio Di Rupo (è stato lui a partecipare all’ultimo Consiglio europeo straordinario del 31 agosto nel quale sono state votate le nomine di Donald Tusk e Federica Mogherini), nonostante egli sia uscito sconfitto dalle ultime elezioni, vinte dal partito autonomista fiammingo N-VA. Dopo le prime settimane di consultazioni, il re Filippo ha incaricato il cristiano-democratico Kris Peeters e Charles Michel, a capo del partito liberale francofono MR (Movimento Riformatore), di formare un nuovo governo, che sembrava dovesse essere presieduto dal primo, attualmente presidente del parlamento fiammingo. Oltre a questi due partiti, a sostenere il governo sarebbe una coalizione di centro-destra che comprende anche l’N-VA e il partito liberale fiammingo Open VLD.

    Ma con la nomina di Thyssen è venuta rapidamente a cadere anche l’ipotesi di affidare a Peeters la guida del governo federale, essendo impensabile che di fronte a uno scenario politico così frammentato lo stesso partito possa ottenere sia la carica di premier sia quella di commissario europeo. Se la composizione della coalizione, dunque, resta la stessa, è tornata ora in alto mare la questione del nuovo premier. Peeters resta in lizza per la carica di vice, e ha rilanciato nei giorni scorsi l’ipotesi che a guidare il governo sia il leader dell’N-VA, Bart De Wever, che però difficilmente avrebbe il sostegno dei due partiti liberali. De Wever, da parte sua, ha dichiarato di non essere interessato a formare un nuovo governo e di voler restare sindaco di Anversa.

    È perciò ormai assai probabile che il nuovo premier appartenga a uno dei due partiti liberali. In pole position c’è ora Didier Reynders, attuale ministro degli Esteri ed esponente dell’MR, che fino a una settimana fa sembrava destinato ad entrare nella squadra di Juncker. Il suo partito ha 20 seggi su 150 nella Camera dei rappresentanti ed è numericamente la seconda forza, dietro l’N-VA (33 seggi) e davanti al CD&V (18) e all’Open VLD (14). Ma è anche l’unico partito francofono della coalizione: potrà concedere all’N-VA le riforme richieste per una maggiore autonomia delle Fiandre? La figura di Reynders è inoltre stata indebolita dalle ultime dichiarazioni di Peeters, che ha raccontato la notte di trattative tra mercoledì e giovedì scorsi descrivendo Reynders «troppo emotivamente coinvolto», a tal punto da sorprendere tutti gli altri presenti al tavolo, e facendo intendere di aver spinto per la nomina di Thyssen per poter poi rivendicare per sé la poltrona di premier. Resta perciò in corsa anche il leader dell’MR, Charles Michel, che il re aveva sorprendentemente indicato quale co-formatore del nuovo governo al fianco di Peeters. Ma non restano esclusi dai giochi anche alcuni esponenti del partito liberale fiammingo, come la ministra della Giustizia Maggie De Block, l’attuale vicepremier ed ex leader del partito Alexander De Croo e l’attuale segretaria, 39enne come De Croo, Gwendolyn Rutten.

    @StefanoSavella

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