Brandeburgo e Turingia, CDU e SPD in cerca di conferme

    Set 9th, 2014
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    Un manifesto elettorale della CDU in Turingia

    Un manifesto elettorale della CDU in Turingia

    Dopo le elezioni in Sassonia del 31 agosto scorso, domenica prossima altri due Länder tedeschi andranno alle urne per rinnovare i rispettivi parlamenti regionali. Come la Sassonia, anche Brandeburgo e Turingia si trovano in Germania orientale e questo aspetto si fa notare nella composizione delle attuali assemblee: la Linke è infatti partner di governo dell’SPD in Brandeburgo ed è di poco il secondo partito in Turingia, dove è all’opposizione. Il leggero calo subito dalla sinistra radicale in Sassonia, dove pure si è attestata come seconda forza nel parlamento di Dresda, potrebbe quindi avere ripercussioni ancor più importanti nella tornata elettorale di domenica, soprattutto in Brandeburgo.

    Qui, nel 2009, le elezioni erano state vinte dall’SPD con il 33% dei voti (e 31 seggi) e la Linke aveva ottenuto il 27,2% (e 26 seggi). Fu quindi deciso, per evitare una nuova grande coalizione con la CDU (19,8% dei voti, 19 seggi) come era già accaduto nei dieci anni precedenti, di optare per un’alleanza di sinistra per il governo della regione, essendo peraltro insufficienti i seggi ottenuti dai liberali (7, con il 7,2%) e dai Verdi (5, con il 5,6%). Ma la sinistra radicale non attraversa un momento facile: alle ultime elezioni europee, in Brandeburgo ha ottenuto il 19,7% contro il 26% di cinque anni prima. Se una simile diminuzione di consenso dovesse verificarsi anche domenica, l’alleanza di governo sarebbe a rischio e, in assenza di un exploit da parte dei Verdi (che i sondaggi danno pericolosamente a ridosso della soglia di sbarramento del 5%), l’SPD sarebbe costretto a una grande coalizione con il partito di Angela Merkel, che dovrebbe al contrario guadagnare voti rispetto a cinque anni fa. Per la carica di presidente, tuttavia, non dovrebbero esserci ostacoli per la riconferma di Dietmar Woidke, in carica dall’agosto 2013 dopo aver ricevuto il testimone da Matthias Platzeck che guidava il Brandeburgo dal 2002. C’è poi da considerare l’incognita di Alternativa per la Germania (AfD), reduce dal successo della Sassonia dove, confermando sostanzialmente i voti ottenuti alle europee, è riuscita a eleggere, con il 9,8% dei voti, i suoi primi rappresentanti in un parlamento regionale. Nel maggio scorso AfD in Brandeburgo ha ottenuto l’8,5% dei voti, e se dovesse ripetersi quanto accaduto in Sassonia potrebbe eleggere tra gli otto e i dieci deputati regionali, che andrebbero comunque, in ogni caso, all’opposizione.

    Assai più importante rispetto al Brandeburgo sarà valutare il risultato di AfD in Turingia. Nel parlamento di Erfurt al governo dal 2009 c’è una grande coalizione CDU-SPD. In precedenza, i cristiano-democratici avevano governato per dieci anni da soli, e il mancato raggiungimento di quest’obiettivo (il partito passò dal 43% al 31,2% e da 45 a 30 seggi) costò la poltrona al governatore Dieter Althaus. Dall’ottobre 2009 a guidare il Land è Christine Lieberknecht, che domenica si ripresenta per un secondo mandato puntando a un monocolore. La Linke, come si diceva, è anche qui la seconda forza (27,4% e 27 seggi nel 2009), ma all’opposizione, anche se il suo candidato presidente Bodo Ramelow è molto popolare e punta dichiaratamente a un sorpasso sulla CDU. L’SPD in questa regione può quindi al massimo sperare di confermarsi quale partner di minoranza del governo regionale, puntando almeno a confermare il 18,5% dei voti e i 18 seggi conquistati cinque anni fa: parte della base sogna di appoggiare un governo guidato dal candidato comunista della Linke, ma i dirigenti del partito sono assai cauti su questo punto per timore di alienarsi il consenso di un’altra parte dell’elettorato. I liberali nel 2009 ottennero soltanto sette seggi, insufficienti per proporsi come alleato della CDU, e domenica dovrebbero, come già accaduto in Sassonia, restare fuori dal Landtag. I Verdi dovrebbero riuscire invece a confermare i sei seggi del 2009, ma è difficile immaginare un loro coinvolgimento al governo del Land.

    In questo scenario, subito dopo le elezioni in Sassonia, si è tornato a parlare in questa regione di un’ipotetica coalizione tra CDU e AfD. Alle elezioni europee, in Turingia il partito euroscettico non è andato bene quanto in Sassonia e Brandeburgo, ma con il 7,4% si è comunque collocato al di sopra della media nazionale. Cosa potrebbe accadere se i seggi conquistati nel parlamento regionale andassero a sommarsi a quelli della CDU? Il primo a pronunciarsi in merito è stato Mike Mohring, capogruppo CDU nel Landtag della Turingia, che ha dichiarato di vedere con favore «un’ulteriore opzione» per la formazione di un governo concessa dal successo di AfD. La sua posizione ha presto portato il panico nel quartier generale della CDU a Berlino:  è dovuto intervenire Thomas Strobl, vicepresidente del gruppo parlamentare CDU/CSU al Bundestag, per affermare che l’ipotesi non è in alcun modo percorribile, e successivamente l’ufficio di presidenza della CDU in Turingia ha confermato con un comunicato che non vi sarà alcuna coalizione post-elettorale con l’AfD.

    @StefanoSavella

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