La Svezia alle urne, Reinfeldt crede al terzo mandato

    Set 13th, 2014
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    Mancano meno di 24 ore alla chiusura delle urne per le elezioni parlamentari in Svezia, dove si voterà dalle 8 alle 20 di domani. La campagna elettorale è stata giocata negli ultimi giorni soprattutto nei dibattiti televisivi, e non sono mancati momenti di tensione. Giovedì scorso ad esempio, negli studi di TV4, la leader del Partito di Centro, l’ambientalista Annie Lööf, che fa parte dell’Alleanza di centro-destra, stava criticando il leader socialdemocratico Stefan Löfven sulla sua posizione non ancora chiarita in merito alla costruzione di nuove centrali nucleari. Dopo aver tirato fuori un documento dell’Agenzia nazionale per l’energia, Lööf si avvicina a Löfven chiedendogli provocatoriamente di leggerlo e di fornire una risposta chiara, ma quest’ultimo la allontana, respingendola indietro per due volte. Al termine della trasmissione, il candidato premier socialdemocratico ha provato a smorzare la tensione, ma  Lööf ha rincarato la dose accusandolo di essere stata spintonata senza rispetto. Ecco cos’è successo:

    Si è trattato indubbiamente di un segnale di nervosismo da parte del leader socialdemocratico, che nelle ultime settimane di campagna elettorale ha sofferto la rimonta del premier Fredrik Reinfeldt, leader del partito dei Moderati capofila dell’Alleanza di centro-destra, composta anche dal Partito liberale, dal Partito di centro e dal Partito cristiano-democratico. Fino a poco più di un mese fa, infatti, il divario tra i Moderati e i Socialdemocratici si aggirava intorno ai dieci punti percentuali, e Löfven poteva già pensare di diventare il nuovo primo ministro in una coalizione con i Verdi e il Partito della sinistra (pur non presentandosi, come era accaduto alle ultime elezioni del 2010 con la socialdemocratica Mona Sahlin, insieme a questi due partiti in un’alleanza pre-elettorale).

    Con la rimonta dei Moderati, questo esito non è più così scontato. Se infatti il divario in punti percentuali tra Socialdemocratici e Moderati sarà inferiore al 5%, la somma degli altri partiti di centro-destra (che secondo i sondaggi potrebbe arrivare al 19%) andrebbe a colmarlo, dato che Verdi e sinistra radicale insieme dovrebbero ottenere intorno al 14%. In questo scenario, ago della bilancia sarebbe ancora una volta la formazione dei Democratici svedesi, di estrema destra, che potrebbero sfondare quota 10%. Tutti i partiti hanno escluso categoricamente l’alleanza post-elettorale con questo partito, che fa della battaglia contro l’immigrazione la sua arma principale di consenso. Ma cosa accadrebbe se entrambe le principali coalizioni non dovessero ottenere la maggioranza dei 349 seggi del Riksdag?

    Già nel 2010 i Moderati e la loro Alleanza avevano ottenuto un numero di seggi complessivi di poco inferiore alla maggioranza richiesta, ma Reinfeldt era comunque riuscito a dar vita a un governo di minoranza, che ha dovuto cercare volta per volta i consensi necessari in Parlamento, con il contributo dei Verdi o degli stessi Democratici svedesi. Ma quattro anni fa i Moderati arrivarono appena sei decimi percentuali indietro rispetto ai Socialdemocratici. Nelle elezioni di domani, il divario sarà quasi certamente più ampio, e Stefan Löfven rivendicherà fin da subito il tentativo di formare un governo. Il suo governo di minoranza avrebbe tuttavia certamente meno occasioni di ottenere il consenso sui singoli provvedimenti, non potendo in alcun modo contare sui Democratici svedesi. E se dovessero alla fine essergli precluse altre strade, il pallino potrebbe passare al premier uscente, che continua quindi a sperare in uno storico terzo mandato.

    C’è infine un’altra incognita sulle elezioni di domani, rappresentata dal partito Iniziativa femminista, che alle ultime elezioni europee è riuscito a eleggere una sua rappresentante a Strasburgo. I sondaggi l’accreditano del 3% dei consensi, appena un punto percentuale sotto la soglia di sbarramento del 4%. Il loro eventuale ingresso al Riksdag complicherebbe ulteriormente lo scenario, ma potrebbe offrire ai Socialdemocratici una nuova opportunità per riconquistare il governo del paese.

    @StefanoSavella

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