Svezia, vince il centrosinistra ma non c’è la maggioranza al Riksdag

Set 14th, 2014
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Stefan Löfven sarà probabilmente il nuovo primo ministro svedese

Stefan Löfven

L’esito delle elezioni politiche in Svezia mostra un Parlamento bloccato, che potrà dare la fiducia, quasi certamente, soltanto a un nuovo governo di minoranza, come quello uscente del premier Fredrik Reinfeldt. I Socialdemocratici del candidato premier Stefan Löfven vincono le elezioni conquistando il 31,3% dei voti (+0,6% rispetto al 2010) e 113 seggi (appena uno in più di quattro anni fa), ma non riescono a raggiungere la maggioranza assoluta dei seggi al Riksdag. Il risultato dei loro alleati è di poco sotto le aspettative. I Verdi, soprattutto, si fermano al 6,8% (-0,5% rispetto al 2010) con 24 seggi (uno in meno della precedente consultazione), assai lontani dall’exploit delle elezioni europee di maggio, dove erano stati il secondo partito del paese con il 15,4% dei voti. La sinistra radicale conferma sostanzialmente i voti del 2010, con il 5,7% (+0,1%) e 21 seggi (+2). Il totale è il 43,8% dei voti e, soprattutto, 158 seggi in Parlamento: troppo pochi per raggiungere la maggioranza assoluta, fissata a 175. Il socialdemocratico ed ex ministro della Giustizia Thomas Bodström si è già rivolto ai partiti di centrodestra per riuscire a trovare almeno un appoggio esterno per la maggioranza di centrosinistra, ma è difficile che la coalizione di governo possa comprendere, in tal caso, anche gli ex comunisti della sinistra radicale.

A impedire al centrosinistra, ma anche al centrodestra, di ottenere una maggioranza stabile è il successo dei Democratici svedesi, che vanno ben oltre le attese con il 12,9%, più che raddoppiando i voti della precedente consultazione, quando si erano fermati al 5,7%. I loro 49 deputati (+29) saranno quindi l’ago della bilancia, e costringeranno le due coalizioni a trovare accordi al di là del proprio perimetro tradizionale. Il partito di estrema destra, che al Parlamento europeo fa parte del gruppo dell’Ukip di Nigel Farage e del Movimento 5 Stelle, si conferma protagonista della scena politica svedese, con una campagna elettorale accesa tutta giocata contro l’incremento dei rifugiati politici, rivendicato dal premier uscente, il moderato Reinfeldt.

Proprio il centrodestra esce sconfitto da queste elezioni, con i Moderati di Reinfeldt che perdono il 6,9% rispetto al 2010, conquistando il 23,2% e 84 seggi (-23). In calo tutti i suoi alleati: il Partito di centro si ferma al 6,1% (-0,5%) e a 22 seggi (-1). I Liberali del vicepremier Jan Björklund conquistano il 5,4% (-1,7%) e 19 seggi (-5). I Cristianodemocratici scivolano addirittura a ridosso della soglia di sbarramento del 4%, ottenendo appena il 4,6% (-1%) e 17 seggi (-2). Il totale dell’Alleanza fa 39,3% e 142 seggi: anche per loro, nessuna speranza di ottenere la maggioranza assoluta senza l’apporto di altri partiti del centrosinistra o dei Democratici svedesi.

Delusione invece nel quartier generale di Iniziativa femminista, la formazione politica che avrebbe potuto andare in soccorso del centrosinistra al Riksdag. Nonostante gli exit poll dessero il partito di poco sopra la soglia del 4%, alla fine dello spoglio il risultato è un 3,1% che non fa entrare in Parlamento nessuna rappresentante femminista (sarebbe stata la prima volta in Europa).

@StefanoSavella

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