Approvate le modifiche alla legge italiana per le elezioni europee

    Apr 9th, 2014
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    Via libera alla terza preferenza di genere alle prossime elezioni europee. La Camera dei deputati ha infatti approvato in via definitiva la riforma della legge elettorale italiana per le elezioni europee. Come era già accaduto due settimane fa al Senato, non sono stati accolti gli emendamenti che proponevano la doppia preferenza di genere fin dalle elezioni di maggio; il compromesso raggiunto dai partiti riguarda infatti solo la terza preferenza: in sostanza, l’unico divieto introdotto nella legge è quello di indicare sulla scheda per le elezioni europee tre nomi dello stesso genere, mentre non vi sono irregolarità nel caso in cui l’elettore dovesse indicare due preferenze dello stesso genere. Il voto con tre preferenze è quindi regolare soltanto se una delle tre preferenze viene data a un candidato di genere diverso di quello delle altre due. Se invece tutti e tre i candidati votati appartenessero allo stesso genere, verrebbe semplicemente annullata la terza preferenza espressa. Inoltre, vengono inserite altre modifiche alla legge elettorale per le elezioni europee a partire da quelle del 2019: in ogni lista dovrà essere assicurata la parità numerica tra candidati di sesso maschile e femminile, e in particolare dev’esserci alternanza tra uomo e donna nelle prime due posizioni della lista. Inoltre, ma soltanto dal 2019, sarà inserita la doppia preferenza di genere, fatta salva la possibilità di esprimere fino a tre preferenze.

    L’iter dell’approvazione alla Camera ha riservato anche momenti thrilling, come era già accaduto nelle votazioni sull’Italicum. L’emendamento presentato del deputato Roberto Capelli del Centro Democratico, che scorporava la circoscrizione Isole in due diverse circoscrizioni, Sicilia e Sardegna, per assicurare a quest’ultima un numero certo di eletti al Parlamento europeo, è stato bocciato con appena dieci voti di scarto: 198 voti favorevoli contro i 209 richiesti per l’approvazione, con dodici astenuti. L’emendamento successivo, presentato dalla deputata cinquestelle Fabiana Dadone, che riformulava completamente la divisione in circoscrizioni, prevedendone otto invece delle cinque attuali, tra cui una circoscrizione unica per la Lombardia, è stato bocciato a voto segreto.

    Altri emendamenti, tutti bocciati, riguardavano anche l’abbassamento della soglia di sbarramento per l’accesso alla distribuzione dei seggi. Il cambiamento dal 4% al 3% dello sbarramento è stato votato, tra gli altri, anche da Pippo Civati. Ma, come ha ricordato in un’intervento la deputata socialista Pia Elda Locatelli, oggetto della proposta di legge era esclusivamente quello di migliorare la rappresentanza di genere, come recita il suo stesso titolo: «Sappiate che se fossimo al Parlamento europeo tutti questi emendamenti non sarebbero stati considerati ammissibili perché fuori tema».

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