Slovenia, il nuovo governo Cerar ottiene la fiducia

    Set 19th, 2014
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    Il nuovo governo sloveno

    Con la fiducia ottenuta ieri sera dall’assemblea nazionale, si è insediato ufficialmente il nuovo governo sloveno, scaturito dalle elezioni politiche dello scorso 13 luglio che hanno visto la vittoria del nuovo partito di centro SMC. Il nuovo premier, Miro Cerar, fondatore del partito soltanto all’inizio di giugno, ha raccolto intorno al suo progetto di governo 54 voti, quelli di una coalizione di centro-sinistra che comprende anche il partito dei pensionati (DeSUS) e i socialdemocratici (SD), che hanno firmato un patto di governo lo scorso 8 settembre, a cui si sono aggiunti i due rappresentanti delle minoranze linguistiche. All’opposizione sono perciò finiti il partito democratico di centro-destra (SDS), la sinistra radicale (ZD) ma anche due partiti che erano stati indicati in un primo momento come possibili partner di coalizione dell’SMC, il partito popolare cristiano Nuova Slovenia (NSi) e il partito dell’ex premier Alenka Bratušek (ZaAB).

    «Abbiamo molto lavoro davanti a noi», ha affermato Cerar nel suo discorso per il voto di fiducia. Dopo di lui, sono intervenuti i presidenti delle commissioni parlamentari che nei giorni scorsi hanno effettuato le audizioni dei ministri incaricati, e quindi i rappresentanti dei diversi partiti. «Siamo impegnati in una politica che porterà la Slovenia fuori dalla crisi», ha aggiunto il nuovo primo ministro, facendo riferimento a incoraggianti indicatori economici che mostrano una ripresa della crescita e una riduzione del tasso di disoccupazione. Secondo le previsioni dell’Unione europea, infatti, la Slovenia crescerà dello 0,8% nel 2014 e dell’1,4% nel 2015. Il compito più difficile per Cerar sarà tuttavia l’abbattimento del debito pubblico, che ammonta all’81% per PIL. Per riuscirci, è già pronto un piano di privatizzazioni di imprese statali e di razionalizzazione della spesa pubblica, da implementare soprattutto con una lotta senza quartiere alla corruzione (questione su cui Cerar ha costruito gran parte del suo consenso alle ultime elezioni). Centrale sarà anche la riforma sanitaria che dovrebbe abolire le assicurazioni sanitarie e sostenere il sistema sanitario pubblico. Cerar ha inoltre affermato che richiederà all’Unione europea un tempo più ampio per raggiungere il 3% nel rapporto deficit/PIL: oggi è al 3,4% e appare difficile che possa raggiungere quanto previsto dai parametri di Maastricht entro il 2015 come concordato. Nella prossima Commissione europea, inoltre, la Slovenia sarà rappresentata dall’ex premier Bratušek che tuttavia non gode del sostegno del nuovo governo: una situazione spinosa che potrebbe non aiutare Cerar nella trattativa con il nuovo commissario agli Affari economici, il francese Moscovici.

    Il nuovo governo è formato da sedici membri, tra cui sette donne, il numero più alto nella storia del paese. Nove ministeri sono stati assegnati al partito di maggioranza relativa SMC: Dušan Mramor (alle Finanze, incarico già ricoperto tra il dicembre 2002 e il novembre 2004 nel governo del liberal-democratico Anton Rop), Jožef Petrovič (un imprenditore, alle Attività produttive), Goran Klemenčič (alla Giustizia, dopo essere stato negli anni scorsi presidente dell’Autorità indipendente anti-corruzione), Milojka Kolar (alla Sanità, già segretario generale al ministero delle Finanze tra il 2003 e il 2004), Boris Koprivnikar (alla Pubblica amministrazione), Vesna Gyorkos Žnidar (agli Interni), Stanka Setnikar Cankar (all’Istruzione), Violeta Bulc (allo Sviluppo e politiche di coesione) e Peter Gašperšič (alle Infrastrutture): proprio su quest’ultimo si sono già verificati i primi attriti all’interno della coalizione, dopo che il leader del DeSUS Erjavec l’ha definito un «collega inesperto» per non aver considerato una priorità il secondo binario che dovrebbe collegare Koper a Divača al fine di potenziare il traffico merci nel porto di Capodistria. Quattro ministri spettano al DeSUS, il cui leader Karl Erjavec conserva la poltrona di ministro degli Esteri: a lui si aggiungono Julijana Bizjak Mlakar (alla Cultura), Irena Majcen (all’Ambiente) e Gorazd Žmavc (per gli sloveni all’estero). Tre infine i ministeri assegnati ai socialdemocratici: il segretario del partito, Dejan Židan all’Agricoltura (come nel governo uscente), Janko Veber alla Difesa e Anja Kopač Mrak al Lavoro (anch’essa confermata nello stesso incarico del governo Bratušek.

    @StefanoSavella

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