Sarkozy verso la guida dell’UMP, obiettivo presidenziali del 2017

Set 23rd, 2014
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Nicolas Sarkozy durante l'intervista televisiva di domenica sera su France2

Nicolas Sarkozy durante l’intervista televisiva di domenica sera su France2

La discesa in campo di Nicolas Sarkozy per il congresso che eleggerà il nuovo leader dell’UMP è stata tutt’altro che inattesa. Già da alcune settimane si rincorrevano voci di un ritorno in campo dell’ex presidente della Repubblica in una competizione alla quale si erano iscritte soltanto due personalità di secondo piano del partito, gli ex ministri Bruno Le Maire e Hervé Mariton, la cui popolarità nell’elettorato del partito di centro-destra è di gran lunga inferiore a quella di Sarkozy. Numerosi esponenti della classe dirigente dell’UMP, inoltre, tra cui l’ex ministra e attuale eurodeputata Rachida Dati, avevano sollecitato il ritorno in campo dell’ex presidente per ridare slancio al partito in una fase difficile, chiuso com’è dal Partito socialista al governo e dal Front National di Marine Le Pen nei sondaggi. Inoltre, per partecipare al congresso dell’UMP che si terrà il prossimo 29 novembre era necessario presentare la propria candidatura entro il 30 settembre: ed ecco che, avvicinandosi questa data, si faceva ogni giorno più probabile la comunicazione del ritorno in campo, poi giunta sulla sua pagina Facebook, di Nicolas Sarkozy.

Restando queste le candidature, non sono previste sorprese quando tra due mesi gli iscritti del partito esprimeranno il proprio voto. Il ritorno di Sarkozy alla guida dell’UMP aprirà ufficialmente la sfida per le primarie per il candidato presidente del centro-destra alle prossime elezioni presidenziali della primavera del 2017. Una data solo apparentemente molto distante: in realtà, Marine Le Pen, fin dal termine delle elezioni europee, è in campagna elettorale permanente proprio con l’obiettivo dichiarato di varcare la soglia dell’Eliseo, e nello stesso partito di Sarkozy ha già comunicato di voler partecipare alle primarie (che dovrebbero tenersi alla fine del 2016) l’ex premier Alain Juppé. Quest’ultimo ha confermato la sua intenzione anche dopo il ritorno sulla scena di Sarkozy: «Io non sono una banderuola. Oggi la partita è iniziata e comincia la sfida», ha dichiarato l’ex premier a «Le Monde». C’è da giurare che i prossimi mesi saranno caratterizzati anche da una battaglia sulle regole delle primarie del 2016. Juppé ha dichiarato di volere una competizione più aperta possibile, non solo agli iscritti ma anche a elettori e simpatizzanti «di centro e di centrosinistra». Sarkozy, al contrario, preferirebbe bypassare le primarie non potendo contare su una uguale popolarità nei settori di elettorato più distanti dal suo partito, e vorrebbe presentarsi automaticamente come candidato presidente in qualità di leader dell’UMP.

Bruno Le Maire e Hervé Mariton sembrano quindi destinati a essere poco più che sparring partner al vicino congresso. Ma questo potrebbe non bastare a Sarkozy: secondo voci filtrate dal suo entourage, l’ex presidente rivendicherebbe una vera e propria «incoronazione» e dunque avrebbe preferito un passo indietro da parte dei due candidati, in campo già da diverse settimane. Le Maire, in particolare, viene accusato di «ingratitudine», essendo stato nominato ministro dell’Agricoltura proprio da Sarkozy tra il 2007 e il 2012. Le Maire ha tuttavia confermato il proprio impegno nella campagna per la guida del partito: «Rispetto gli altri due candidati, ma saranno i militanti a decidere».

Secondo l’ultimo sondaggio diffuso ieri, tre iscritti dell’UMP su quattro voteranno Nicolas Sarkozy il prossimo 29 novembre; il 16% intende votare per Le Maire, e solo il 2% per il terzo candidato, Hervé Mariton. Sulle primarie del 2016, le percentuali non si discostano troppo se ci si riferisce al solo elettorato di centro-destra: Sarkozy avrebbe infatti il 65% dei consensi contro il 23% di Alain Juppé e il 7% dell’altro ex premier François Fillon, che dovrebbe essere anch’egli della partita. Le percentuali cambiano se si tiene conto di una platea più vasta, allargata agli elettori degli altri partiti. In questo caso, sarebbe Juppé a prevalere con il 33% contro il 26% di Sarkozy: ma l’ex presidente è in forte ascesa nei sondaggi, considerando che il 51% dei francesi ha ritenuto «convincente» l’intervista televisiva rilasciata domenica sera a France2 (di seguito il video integrale).

@StefanoSavella

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