Conferenza annuale dell’Ukip, Farage all’attacco dei laburisti

    Set 27th, 2014
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    L’Ukip di Nigel Farage sta celebrando tra ieri e oggi la sua conferenza annuale all’ippodromo di Doncaster, nel South Yorkshire, in un clima di grande entusiasmo per la recente vittoria alle elezioni europee e per la fiducia nella conquista del primo seggio a Westminster già alle prossime elezioni suppletive di Clacton e Heywood and Middleton del prossimo 9 ottobre. Questa manifestazione rappresenta, come ha affermato l’eurodeputato Paul Nuttall, «il colpo di pistola che dà inizio alla lunga campagna elettorale per le elezioni generali di maggio».

    Circa duemila membri del partito stanno partecipando ai lavori, con un record di presenze nella storia del partito euroscettico. Nigel Farage ha già pronunciato ieri il primo dei suoi due discorsi, e ha messo subito in chiaro l’obiettivo principale della prossima campagna elettorale: conquistare parte del consenso del partito laburista. D’altra parte, già la scelta del luogo della manifestazione aveva lasciato pochi dubbi in proposito: Doncaster è infatti il collegio elettorale di Ed Miliband, leader laburista e candidato premier del partito che tutti i sondaggi danno in testa alle prossime elezioni, anche se con un margine più ridotto rispetto al passato nei confronti dei conservatori. «Abbiamo parcheggiato i nostri carriarmati sul prato di casa del partito laburista», ha esclamato Farage, rivendicando la scelta di puntare non più soltanto agli elettori delusi del partito di David Cameron, ma anche a quella base elettorale tradizionalmente di sinistra, alla classe operaia e al mondo del lavoro britannici che guardano con crescente preoccupazione all’integrazione europea e all’immigrazione e con sempre maggiore sfiducia alla classe politica in generale.

    La sfida non è però così semplice. Quella platea elettorale conserva infatti saldamente idee di sinistra ad esempio su su welfare e fisco, che non combaciano affatto con quelle appartenenti all’elettorato tradizionale dell’Ukip (nonché a molti suoi finanziatori), d’impronta liberista e thatcheriana. Per far ciò, Farage punta a promesse mirabolanti, come il taglio delle tasse sia alle fasce di reddito basse che a quelle alte, senza chiarire con esattezza la copertura economica (che si prevede assai significativa) per un’operazione di questo genere. I laburisti, da parte loro, è probabile che insisteranno nel dipingere l’Ukip come più a destra dei tories (facilitati in questo compito dalle dichiarazioni degli esponenti più anziani del partito di Farage), mettendo in evidenza le contraddizioni di proposte politiche poco dettagliate.

    Che la sfida lanciata da Farage sia ardua lo dimostra anche un sondaggio dell’istituto Lord Ashcroft del mese scorso sulla provenienza del consenso a favore dell’Ukip. Più della metà dichiara di essersi astenuto in passato o di aver votato altri partiti minori (tra cui il British National Party, il cui consenso elettorale è rapidamente diminuito in concomitanza con la crescita dell’Ukip), un quarto si dichiara deluso dal partito conservatore mentre appena il 14% dichiara di essere un ex elettore laburista. Questo implica un’ampia fetta di popolazione cui rivolgersi, ma anche il rischio che una campagna tutta rivolta a quella base elettorale possa rivelarsi un boomerang. Un primo risultato arriverà già alle elezioni suppletive del 9 ottobre: se a Clacton il candidato dell’Ukip Douglas Carswell, deputato fuoriuscito dal partito conservatore, appare largamente favorito, più difficile è la sfida a Heywood and Middleton: una sconfitta in questo collegio potrebbe ridurre il prestigio della vittoria di Clacton e rappresentare un primo colpo alle aspettative, tradizionalmente molto elevate, di Nigel Farage (che alle elezioni del 2015 sarà candidato a South Thanet).

    @StefanoSavella

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