Audizione dei commissari europei, disco verde ma non per tutti

    Ott 2nd, 2014
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    Le audizioni dei componenti della nuova Commissione europea sono giunte a un punto di svolta. La danese Margrethe Vestager – commissaria designata alla Concorrenza – chiude oggi il primo giro che ha coinvolto ventuno commissari, mentre tra lunedì e martedì della prossima settimana toccherà ai sei vicepresidenti, tra cui l’italiana Federica Mogherini (la sua audizione è in programma lunedì alle 18.30). Il bilancio è finora generalmente positivo, ma non mancano questioni spinose che riguardano quei commissari che fin dall’inizio avrebbero dovuto temere la graticola delle audizioni alle rispettive commissioni di competenza del Parlamento europeo.

    Quello dello spagnolo Miguel Arias Cañete, a cui Jean-Claude Juncker ha affidato il portafoglio all’Energia e al Cambiamento climatico, resta il nome più a rischio, dopo che nel corso della sua audizione si è difeso dall’accusa di aver posseduto azioni di due piccole imprese petrolifere affermando di averle cedute a suo cognato: non proprio ciò che avrebbero voluto sentirsi dire gli eurodeputati di centro-sinistra, che lo hanno beccato anche per alcune sue dichiarazioni misogine. Il Partito popolare europeo ha tuttavia difeso vigorosamente durante l’audizione il suo candidato, ministro uscente all’Agricoltura nel governo Rajoy, e ha contrattaccato nel corso dell’incontro di questa mattina con il commissario designato agli Affari economici e monetari, il francese Pierre Moscovici. Nonostante le dichiarazioni di quest’ultimo circa il rispetto delle regole comunitarie da parte di tutti i paesi, compreso il proprio di cui è stato fino a poche settimane fa ministro delle Finanze, il PPE insieme ai liberal-democratici dell’ALDE e ai conservatori dell’ECR hanno congelato l’approvazione della sua nomina. Tutto lascia pensare che i destini del commissario spagnolo e di quello francese siano legati a doppio filo: il veto incrociato tra PSE e PPE potrebbe risolversi nella loro approvazione, anche se i socialisti spagnoli hanno avuto incarico dal loro leader, Pedro Sanchez Castejon, di votare in ogni caso contro la nomina di Cañete.

    Ci sono però altri commissari ancora sulla graticola. Il britannico Jonathan Hill, l’unico appartenente al gruppo ECR, che ha la delega ai Servizi finanziari, dovrà sottoporsi a una seconda audizione da parte della commissione Problemi economici e monetari del Parlamento europeo. Anche la ceca Vera Jourova (commissaria designata alla Giustizia, alla tutela dei consumatori e alle pari opportunità) non ha ancora ricevuto l’approvazione della propria commissione, e dovrà rispondere a 32 domande scritte entro domenica sera. C’è poi l’ungherese Tibor Navracscics, commissario designato all’Istruzione ed ex ministro della Giustizia nel governo Orban, e per questo preso di mira nel corso della sua audizione, benché difeso a spada tratta dagli eurodeputati del suo partito, Fidesz, che fa parte del PPE. Si è definito un «convinto europeista», ha detto di essere un difensore di tutti i valori dell’Europa, compresa la tutela delle minoranze, e ha dichiarato che non sacrificherà «la diversità culturale dell’Europa sull’altare del libero scambio», riferendosi alla tutela dei diritti intellettuali all’interno dei trattati internazionali come il TTIP. Insomma, un’azione di «lovebombing» nei confronti dei suoi interlocutori, ma tutto ciò non gli ha consentito di evitare il temporaneo congelamento della sua approvazione.

    L'eurodeputata olandese Sophie In 't Veld (ALDE) commenta l'audizione del commissario designato Tibor Navracsics

    L’eurodeputata olandese Sophie In ‘t Veld (ALDE) commenta l’audizione del commissario designato Tibor Navracsics

    Infine, appare assai il bilico la posizione dell’ex premier slovena Alenka Bratušek, la cui audizione avverrà lunedì, già sconfessata dal nuovo governo del proprio paese ma fortemente voluta da Juncker in persona.

    Le audizioni hanno però rivelato anche figure che si apprestano ad avere un ruolo di primo piano nella prossima Commissione Juncker, che entrerà ufficialmente in carica il prossimo 1° novembre. Tra queste, la svedese Cecilia Malmström, passata a occuparsi di Commercio, che ha posto l’accento sulla necessità di una totale trasparenza nei negoziati per i trattati internazionali a cominciare dal TTIP. O il portoghese Carlos Moedas, il primo commissario europeo ad aver partecipato, da giovane, al programma Erasmus (si occuperà di ricerca e innovazione). Mentre hanno superato senza troppi problemi il confronto parlamentare altri due commissari designati inizialmente considerati in bilico, il greco Dimitris Avramopoulos (con delega agli Affari interni e all’immigrazione: ha definito «eccellente» l’operazione Mare Nostrum aprendo a un coinvolgimento di Frontex nei prossimi mesi, e si è detto contrario a un’Unione che si presenti come «fortezza») e la rumena Corina Cretu (che avrà il portafoglio agli Affari regionali: ha promesso un più ampio accesso ai fondi per piccole e medie imprese e per i liberi professionisti, una riduzione degli adempimenti burocratici, una migliore comunicazione dei risultati raggiunti con l’utilizzo dei fondi europei).

    @StefanoSavella

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