Stefan Löfven presenta il nuovo governo, ma è già atteso alla prova del bilancio

    Ott 3rd, 2014
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    Ieri al Riksdag, il parlamento svedese, Stefan Löfven ha incassato il voto di fiducia per il proprio incarico di primo ministro dopo le elezioni dello scorso 14 settembre. Un voto, quello avvenuto ieri, che non ha riservato sorprese: i favorevoli sono stati 134, vale a dire i componenti dei gruppi parlamentari socialdemocratico e verde. A votare contro sono stati i 49 deputati dei Democratici Svedesi di estrema destra. Si sono invece astenuti in 154: tutti i rappresentanti dei quattro partiti di centro-destra, più quelli del partito della sinistra radicale, che fin da subito ha annunciato di non voler entrare a far parte del nuovo governo (del resto la sua presenza non sarebbe comunque stata sufficiente a far raggiungere al centro-sinistra la maggioranza dei seggi). In Svezia l’astensione non vale come un voto contrario, e quindi il governo Löfven potrà restare in carica fino a quando non otterrà una sfiducia piena da parte del Riksdag.

    La situazione è comunque quella di una maggioranza molto debole: anche il precedente governo di centro-destra, guidato per la seconda volta da Reinfeldt, non poteva contare sulla maggioranza assoluta dei deputati, ma erano sufficienti pochi voti per poter raggiungere accordi volta per volta con singoli partiti presenti in parlamento. In questo caso, invece, a Löfven sarà necessario trovare quasi sempre almeno due interlocutori tra i gruppi parlamentari di opposizione, considerando la sua netta chiusura a usufruire di un appoggio, in qualunque forma, da parte dei Democratici Svedesi. Un primo banco di prova, in questo senso, si potrà avere già tra poche settimane, quando il premier socialdemocratico dovrà presentare l’annuale legge di bilancio. Se trovasse un accordo su alcune misure con la sinistra radicale, difficilmente otterrà il consenso o l’astensione dei partiti di centro-destra; al contrario, l’appoggio di uno solo dei partiti dell’Alleanza che ha appoggiato l’ex premier Reinfeldt alle ultime elezioni, ad esempio il Partito di Centro, non sarà allo stesso modo sufficiente, potendo quest’ultimo contare soltanto su 22 seggi. A mostrare qualche timido segnale di apertura è stato invece il leader del Partito liberale, Jan Björklund, che ha aperto a «forme flessibili di cooperazione» nei prossimi 4 anni di legislatura. Spetterà all’esperto capogruppo socialdemocratico al Riksdag, Tomas Eneroth, provare a costruire alleanze volta per volta sui singoli provvedimenti.

    In ogni caso, Löfven ha presentato oggi la lista dei ministri che costituiranno il suo nuovo governo: ventiquattro in tutto, equamente divisi tra uomini e donne. Ministro delle Finanze, come ampiamente previsto, è stata nominata Magdalena Andersson, 47 anni, già portavoce della politica economica del partito socialdemocratico dal 2012. A un’altra donna va la delicata poltrona di ministro degli Esteri, al posto di Carl Bildt, uno dei ministri più apprezzati nelle cancellerie europee: Margot Wallström, anche lei socialdemocratica, ha da poco compiuto 60 anni ed è stata già per due volte commissaria europea, prima tra il 1999 e il 2004 (con la delega all’Ambiente) e poi tra il 2004 e il 2009 (quando è stata anche vicepresidente della commissione Barroso oltre che commissaria alle Relazioni istituzionali). È stata inoltre anche più volte ministra in Svezia tra il 1988 e il 1998. Ai socialdemocratici vanno anche altri dicasteri pesanti, come quelli all’Interno (con Anders Ygeman, 44 anni, deputato dal 1995 ma alla prima esperienza di governo), alla Giustizia (con Morgan Johansson, 44 anni, già ministro della Salute tra il 2002 e il 2006) e alla Difesa (con Peter Hultqvist, giornalista 56enne, anch’egli ministro per la prima volta).

    Anche i Verdi ottengono però posizioni importanti nel nuovo governo. La leader Åsa Romson, che ha guidato il partito alle elezioni insieme all’altro portavoce Gustav Fridolin, è il nuovo ministro dell’Ambiente e sarà anche vicepremier. Lo stesso Fridolin entra invece al dicastero dell’Istruzione, mentre Per Bolund è il nuovo ministro ai Mercati finanziari. È stato invece abolito a sorpresa il ministero dell’Integrazione: «il diritto al lavoro e al welfare riguarda chiunque», ha detto a tal proposito Löfven. Il suo sarà in ogni caso anche un governo multietnico: al ministero delle Politiche abitative va Mehmet Kaplan, dei Verdi, nato in Turchia nel 1971 e già portavoce nel Consiglio islamico svedese. In Turchia è nato anche Ibrahim Baylan, nuovo ministro dell’Energia. Ardalan Shekarabi, socialdemocratico 36enne di origini iraniane, è invece il nuovo ministro alla Pubblica amministrazione. La 27enne Aida Hadzialic, nata in Bosnia Erzegovina, iscritta al partito socialdemocratico e già sindaco di Halmstad a soli 23 anni, è ministro all’Istruzione superiore. Non manca, poi, un’esponente della seconda generazione di migranti: la nuova ministra della Cultura è l’ex presentatrice televisiva Alice Bah Kuhnke, nata a Malmoe da padre del Gambia e madre svedese.

    @StefanoSavella

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