Albrecht (Verdi Europei): “Contro i populismi, serve un cambiamento positivo”

    Nov 13th, 2013
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    Alle prossime elezioni del maggio 2014 le formazioni politiche europee proporranno un proprio candidato alla presidenza della Commissione europea. Una novità assoluta.

    C’è già chi è in campagna elettorale (Martin Schulz per il PSE) e chi è il candidato in pectore che attende solo l’investitura ufficiale (il leader di Syriza, Alexis Tsipras, per la Sinistra Europea). I Verdi Europei si affidano invece alle primarie, rigorosamente online. I candidati sono quattro: l’italiana Monica Frassoni, il francese José Bové, le tedesche Rebecca Harms e Ska Keller, ed è possibile approfondire il loro programma, seguire i dibattiti e votare direttamente sul sitowww.greenprimary.eu.

    Proprio un eurodeputato verde, anch’egli tedesco, Jan Philipp Albrecht, è stato nelle scorse settimane uno dei più popolari rappresentanti a Strasburgo (un’occasione generalmente assai rara) per essere stato il relatore del nuovo Regolarmento sulla tutela dei dati personali approvato in Commissione Liberta civili, negli stessi giorni in cui infuriava la tempesta dello scandalo Datagate. Il regolamento, approvato quasi all’unanimità, è ora in attesa di una negoziazione con gli Stati membri attraverso il Consiglio Europeo. La prospettiva è che si possa raggiungere un accordo definitivo prima delle elezioni europee di maggio.

    In questa intervista esclusiva concessa a «Questioni Meridionali», Albrecht, che ha 30 anni, ci parla non solo del suo lungo impegno in favore di un rafforzamento dei diritti sulla protezione dei dati personali, ma anche delle prossime elezioni europee, alla luce dei sondaggi che danno in grande crescita, in tutti i paesi dell’Unione, i partiti euroscettici o di estrema destra. Albrecht ha avuto modo di approfondire anche questo fenomeno, a partire dai rappresentanti di questi partiti nell’attuale Parlamento europeo, nella pubblicazione Europa Rechtsaussen. La versione originale in inglese di questa intervista si può leggere qui.

    Gran parte del tuo impegno a Strasburgo è stato indirizzato all’approvazione da parte del Parlamento europeo del nuovo Regolamento europeo sulla tutela dei dati personali. Qual è stato il più importante risultato conseguito nel corso di quest’azione?

    Con il nuovo Regolamento saranno assicurati ai cittadini europei effettivi diritti in tutti i paesi dell’Unione, nei casi in cui i loro dati personali sono conservati da imprese private o enti pubblici. Inoltre, ogni impresa operante sul mercato europeo che dovesse violare i diritti sulla protezione dei dati personali sarà condannata a pagare consistenti sanzioni, a prescindere da quale sia il suo Stato di provenienza.

    La Commissione sulle Libertà civili, Giustizia e Affari interni (LIBE) del Parlamento europeo ha votato quasi all’unanimità a favore del Regolamento. È stato difficile raggiungere un buon compromesso tra i gruppi politici? Come siete riusciti a superare l’ostruzionismo di circa 4000 emendamenti?

    Sì, abbiamo lavorato un anno e mezzo per raggiungere questo largo consenso tra tutti i gruppi politici. Ma alla fine è stato chiaro a tutti gli europarlamentari che i cittadini e i consumatori europei ci stavano chiedendo una maggiore protezione dei loro diritti, in modo particolare per quanto riguarda l’ambito della Rete.

    Le elezioni europee del 2014 sono abbastanza vicine per poterne prevedere gli esiti. I partiti di estrema destra come l’Ukip britannico, il Front National francese, Alba Dorata in Grecia possono davvero risultare decisivi nel bloccare l’attività parlamentare della prossima legislatura?

    Esiste il rischio concreto che i populisti di destra possano ottenere circa un quarto dei seggi alle prossime elezioni europee di maggio 2014. Ciò potrebbe condurre all’interruzione di importanti iniziative e peggiorerebbe ulteriormente le reazioni dell’Unione europea alle crisi in corso. Abbiamo perciò bisogno di far comprendere a tutti che soltanto trasformare l’Europa
    attraverso un voto rivolto a un cambiamento positivo potrà davvero aiutarci.

    Alle ultime elezioni politiche in Italia, il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo ha ottenuto il 25% dei consensi. La sua piattaforma politica comprende sia fattori tradizionalmente “di sinistra” (anti-berlusconismo, ambientalismo radicale) sia altri più vicini alla destra (ad esempio sulle politiche dell’immigrazione e sull’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti). Pensi che i nuovi eurodeputati del M5S che saranno eletti a Strasburgo nel 2014 potranno collaborare con il gruppo dei Verdi Europei?

    Ovviamente esistono diversi problemi politici che ci distanziano da Grillo e da alcuni esponenti del suo partito. Credo che il nostro gruppo al Parlamento europeo potrà collaborare con loro solo se dimostreranno una forte spinta verso politiche verdi e allo stesso tempo un programma europeista a favore di tutti i cittadini.

    @StefanoSavella

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