Lettonia, vincono i socialdemocratici ma il centrodestra resta maggioranza

    Ott 5th, 2014
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    Il sindaco di Riga e leader del partito socialdemocratico lettone, Nils UšakovsQuasi un risultato fotocopia di tre anni fa, quello delle elezioni parlamentari che si sono tenute ieri in Lettonia. A dispetto delle previsioni, infatti, come alle precedenti elezioni del 2011 il partito più votato è stato quello socialdemocratico, che sotto la sigla Saskana (Armonia) ha raccolto il 23,26% dei voti (ma mancano ancora i dati del 2% circa delle sezioni), con un calo del 4,8% rispetto alle precedenti consultazioni. Gli exit poll diffusi alla chiusura delle urne, invece, rimasti a lungo in evidenza sul principale canale televisivo del paese, indicavano per il partito guidato dal sindaco di Riga Nils Ušakovs una percentuale del 21,3%, quasi tre punti indietro rispetto al partito di centro-destra Unità della premier uscente Laimdota Straujuma. Ma anche questa volta, come tre anni fa, Saskana con i suoi 25 seggi non avrà i numeri per costruire intorno a sé una maggioranza parlamentare, al contrario del centro-destra, che può invece limitarsi a confermare la coalizione di governo uscente.

    Alle spalle del partito socialdemocratico sono infatti giunti, quasi appaiati, il partito di centro-destra Unità con il 21,62% (+2,8% rispetto al 2011) e 23 seggi, che oltre alla premier uscente esprime anche il nuovo commissario europeo alle Politiche monetarie e al dialogo sociale, l’ex premier Valdis Dombrovskis, e il partito dei verdi e agrari (ZZS) con il 19,74% e 21 seggi, ambientalista ma euroscettico (la sua unica rappresentante a Strasburgo siede nel gruppo EFDD guidato dall’Ukip di Nigel Farage). Proprio il ZZS può essere considerato uno dei maggiori vincitori della consultazione, avendo incrementato i propri consensi del 7,6% rispetto al 2011, tornando ai livelli del 2010 quando aveva raggiunto la soglia del 20%.

    Quarto posto, con il 16,5% (+2,6% rispetto al 2011) e 17 seggi, per Alleanza Nazionale, il partito di estrema destra che è riuscito a intercettare parte del voto anti-russo e, appunto, nazionalista, ulteriormente accresciuto in seguito alla crisi ucraina. Entrano per la prima volta alla Saeima, il parlamento lettone, con 7 deputati a testa anche due partiti minori, entrambi fondati negli ultimi mesi: Lettonia nel cuore (NLS), che ha condotto una campagna elettorale contro la corruzione, conquista il 6,91% dei suffragi, mentre il centrista partito delle regioni, guidato da Martinš Bondars, uno dei più importanti economisti del paese, ottiene a sorpresa il 6,47% dei voti, più che raddoppiando il risultato ottenuto poco più di quattro mesi fa alle elezioni europee, quando si era fermato al 2,49%. Resta invece fuori dalla Saeima l’altro partito della minoranza russa, l’Unione russo-lettone, fermo all’1,59% dei voti.

    Tutto lascia pensare quindi che la prossima maggioranza di governo sarà composta dagli stessi tre partiti dell’ultimo scorcio di legislatura, vale a dire Unità, ZZS e Alleanza Nazionale, pur con rapporti di forza diversi tra le forze politiche, con ZZS che potrebbe puntare a ottenere ministeri più importanti rispetto ai tre del governo uscente (Difesa, Welfare e Agricoltura). Scomparso dalla scena politica il partito riformista dell’ex presidente Zatlers, sostanzialmente assorbito da Unità, i tre pesanti ministeri che gli erano attribuiti (Esteri, Interno e Sviluppo economico) saranno con ogni probabilità redistribuiti tra i partner di coalizione, che insieme raggiungono una maggioranza di 61 seggi sui 100 della Saeima. Non è però da escludersi un ingresso al governo anche del partito delle regioni di Martinš Bondars.

    Non è invece ancora chiaro se a guidare il nuovo governo sarà ancora la premier uscente Laimdota Straujuma. Nel suo partito ha infatti ottenuto un consistente successo in termini di preferenze il ministro degli Esteri in carica Edgars Rinkēvičs (proveniente dal partito riformista), ma Straujuma è stata comunque la candidata più votata nella sua circoscrizione elettorale. È invece giunta soltanto quarta nella sua circoscrizione la leader di Unità, nonché presidente uscente della Saeima, Solvita Aboltina, con un numero consistente di preferenze negative.

    @StefanoSavella

    Fonte immagine: www.latviannews.lv

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