Samaras ottiene la fiducia, ma incombono le elezioni presidenziali

    Ott 11th, 2014
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    Il governo greco guidato dal primo ministro Antonis Samaras ha ottenuto oggi una nuova fiducia del parlamento, con il voto di tutti i 155 deputati della maggioranza (compreso l’ex dissidente Nikitas Kaklamanis). Sembra così scongiurato, almeno nel breve termine, il ricorso alle elezioni politiche anticipate (la legislatura terminerà nel giugno 2016), che pure erano state ventilate anche in seguito agli ultimi sondaggi, che mostrano un divario sempre più ampio tra Syriza di Alexis Tsipras e Nuova Democrazia, il partito del premier, indietro di ben 8-10 punti percentuali a seconda della rilevazione.

    Sempre negli ultimi sondaggi emerge un ulteriore arretramento del Pasok, il partito socialista greco, che dal 12,2% delle elezioni politiche del 2012 è già passato, alle europee del maggio scorso, al 6,8% e potrebbe, se si votasse ora, perdere altri decimali. In leggera ascesa, nel centrosinistra, sarebbe il partito To Potami (Il fiume), fondato dal giornalista televisivo Stauros Theodorakis, attestato intorno all’8%, poco sopra Alba Dorata. Il partito comunista greco si confermerebbe intorno al 5% mentre sarebbe proprio a ridosso della soglia di sbarramento del 3% il partito di centrodestra dei Greci indipendenti (che è all’opposizione del governo Samaras). Infine è circa all’1% dei consensi, molto lontana quindi dalla soglia per entrare in parlamento, la Sinistra democratica, che dopo aver fatto parte del governo per un anno è passata poi all’opposizione.

    Ma un nuovo e decisivo banco di prova per Samaras è previsto tra pochi mesi, quando il parlamento dovrà eleggere il nuovo presidente della Repubblica al posto di Karolos Papoulias, in carica dal 2005 e non ricandidabile. Nell’elezione, prevista nel mese di febbraio, serviranno i voti dei due terzi dei componenti dell’assemblea (quindi 200 su 300) per i primi due scrutini, e dei tre quinti (quindi 180) nella terza votazione. Ma la costituzione greca impone che, se anche in questo scrutinio non sarà eletto un nuovo presidente, il parlamento venga sciolto automaticamente e si vada ad elezioni anticipate: solo con il nuovo parlamento il quorum scenderebbe alla metà più uno dei componenti l’assemblea (nel secondo scrutinio) ed eventualmente alla maggioranza semplice tra i due più votati (nel terzo).

    La maggioranza di governo dovrà quindi cercare sostegno anche tra i partiti di opposizione, e la sfida non sembra affatto semplice. Sembrano lontanissimi i tempi in cui Papoulias veniva eletto, rispettivamente nel 2005 e nel 2010, con la larghissima maggioranza di 279 e di 266 voti. Per arrivare a quota 180, prima dello scioglimento del parlamento, Samaras dovrà cercare il consenso di almeno altri 25 deputati: ma le grandi manovre sono già cominciate e potrebbero condurre a un mini-rimpasto di governo, anche in seguito alle dimissioni del ministro della Difesa Dimitris Avramopoulos, destinato a Bruxelles dove assumerà la delega agli Affari interni e all’immigrazione nella commissione Juncker.

    @StefanoSavella

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