Chi è Violeta Bulc, l’ultima arrivata nella Commissione Juncker

Ott 18th, 2014
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Violeta Bulc (Foto: Miro Majcen)

Violeta Bulc (Foto: Miro Majcen)

La girandola di audizioni dei commissari designati nelle rispettive commissioni di competenza del Parlamento europeo ha fatto cadere alla fine una sola testa, fin dall’inizio la più a rischio. Quella di Alenka Bratušek, ex premier della Slovenia, che oltre a non convincere gli eurodeputati ai quali si era presentata (aveva avuto la delega all’Unione energetica) non ha mai avuto il sostegno del nuovo governo del suo paese, guidato da Miro Cerar. Quello che quindi veniva preannunciato come un ampio rimpasto della formazione originariamente annunciata dal presidente Jean-Claude Juncker si è alla fine risolto in un limiato scambio di poltrone: la delega all’Unione energetica, insieme alla carica di vicepresidente, andrà infatti allo slovacco Maroš Šefčovič, commissario uscente alle relazioni interistituzionali e in un primo momento destinato ai Trasporti. Un portafoglio, quest’ultimo, destinato al nuovo rappresentante sloveno all’interno della Commissione europea.

Quando ha preso corpo la caduta della Bratušek, tutte le ipotesi sul nome del suo sostituto convergevano su Tanja Fanon, eurodeputata socialdemocratica: sia perché facente parte della rosa di tre nomi offerta a Juncker ai primi di settembre (insieme alla stessa Bratušek e al ministro degli Esteri Karl Erjavec), sia perché non avrebbe ridotto il numero di donne presenti nella nuova Commissione (che mercoledì sarà votata in plenaria dal Parlamento europeo). Ma a questo puzzle mancava una tessera, quella dell’appartenenza politica: Fanon avrebbe infatti accresciuto la presenza nel team Juncker dei Socialisti e Democratici, a scapito dei liberal-democratici, cui aderiva Bratušek. Ci si è così rivolti al nuovo governo sloveno, che intanto è entrato formalmente in carica lo scorso 18 settembre e il cui partito di maggioranza relativa SMC trova nell’ALDE il gruppo europeo più vicino ai propri ideali. E dopo un rapido giro di consultazioni la scelta è caduta sulla vicepremier, Violeta Bulc.

Ministra senza portafoglio allo Sviluppo e politiche di coesione del suo paese da meno di un mese, quello di Bulc è un profilo perfettamente aderente a quello del suo partito, che ha vinto le elezioni di luglio in Slovenia puntando sul totale rinnovamento in politica e sulla lotta alla corruzione e ai corporativismi. Bulc è infatti un’imprenditrice, estranea al mondo della politica prima che, il 2 giugno scorso, venisse fondato l’SMC dal suo leader Miro Cerar. Nata a Lubiana 50 anni fa, laureata in Ingegneria elettronica con un master alla Golden Gate University di San Francisco, è poi tornata in patria e ha fondato la Vibacom, impresa attiva nel campo dell’informatica e delle telecomunicazioni. Amante dello sport (da giovane ha praticato soprattutto il basket) e delle arti marziali, è anche appassionata di new age: sul suo profilo biografico sul sito web della Vibacom (da cui si è dimessa subito dopo essere entrata al governo) si legge che Bulc «crede nell’uomo e nella sua potenza creatrice. Crede nell’evoluzione e nelle eccezioni che alterano il suo corso. Crede nel potere dell’energia positiva e del puro pensiero». La sua audizione nella commissione Trasporti del Parlamento europeo è in programma lunedì pomeriggio.

@StefanoSavella

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