Lettonia, la premier Straujuma verso la riconferma

    Ott 20th, 2014
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    Laimdota Straujuma

    A poco più di due settimane dalle elezioni parlamentari del 4 ottobre, in Lettonia sono entrate nel vivo le trattative per la formazione del nuovo governo. La settimana scorsa, un atto decisivo è arrivato dal presidente della Repubblica, Andris Berzins, che ha ufficialmente affidato alla premier uscente Laimdota Straujuma, del partito di centro-destra Unità, l’incarico di formare un nuovo governo insieme agli stessi partner che fanno parte della maggioranza dallo scorso mese di gennaio, vale a dire il partito di verdi e agrari (ZZS), noto per essere quello dell’eurodeputata Iveta Grigule appena uscita dal gruppo EFDD, e il partito di destra Alleanza Nazionale. Non è stata quindi accolta la richiesta del partito socialdemocratico, uscito vincitore dalle elezioni del 4 ottobre, affinché potesse essere concesso loro almeno un tentativo per la formazione di un governo alternativo: il presidente della Repubblica ha preso atto che non c’erano i numeri sufficienti alla Saeima (il Parlamento nazionale) per una coalizione guidata dai socialdemocratici, considerati troppo filo-russi.

    Straujuma dovrà però, prima del seduta inaugurale della dodicesima legislatura, risolvere un primo scandalo che riguarda il suo partito. È stata infatti aperta un’indagine nei confronti di uno dei deputati eletti per Unità, Dzintars Zaķis, accusato di compravendita di voti nel suo collegio elettorale di Latgale (la legge elettorale lettone prevede preferenze positive e negative). Zakis non è del resto un deputato qualunque: fa infatti parte Comitato per la sicurezza nazionale della Saeima, alle cui riunioni continua a prendere parte. Egli è inoltre il leader della corrente di destra all’interno di Unità, e deve fronteggiare gli attacchi anche di parte del suo stesso partito. Ad esempio, la ministra del Welfare Ilze Viņķele ha dichiarato che anche il solo coinvolgimento di Zakis in questa inchiesta è «inaccettabile» e che «la sua carriera politica è finita». Ad avviare il procedimento penale è stata inoltre la denuncia di un altro esponente di Unità, Juris Vidiņš.

    Un’altra questione da risolvere per la coalizione di governo sarà l’elezione del nuovo presidente della Saeima, dopo che Solvita Āboltiņa, che l’ha presieduta nella scorsa legislatura, non è stata rieletta. Inoltre, andranno riequilibrati i rapporti di forza all’interno della compagine di governo in seguito ai risultati elettorali. Nel governo uscente, Unità (comprendendo anche il Partito riformista che vi è sostanzialmente confluito) aveva sei ministeri su tredici, lo ZZS tre e Alleanza Nazionale due (altri due erano indipendenti). Ma alle elezioni del 4 ottobre scorso Unità ha ottenuto 23 seggi, mentre nel 2011 Unità e Partito riformista messi insieme ne raccoglievano ben 42. Lo ZZS, inoltre, è salito da 13 a 21 seggi e Alleanza Nazionale da 14 a 17. Le distanze tra i tre partiti di governo si sono quasi di molto ridotte, e la suddivisione dei dicasteri non potrà che risentirne. Resteranno invece quasi certamente all’opposizione i due nuovi movimenti civici entrati alla Saeima, l’Associazione lettone delle regioni (8 seggi) e Lettonia nel Cuore (7 seggi).

    @StefanoSavella

    Fonte immagine: http://bauskasdzive.diena.lv

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