La Linke verso la guida del governo regionale in Turingia

    Ott 22nd, 2014
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    Foto: blu-news.org

    Bodo Ramelow (Foto: blu-news.org)

    Un Land tedesco potrebbe avere per la prima volta un governatore della Linke, il partito della sinistra radicale. Accade in Turingia, regione della Germania orientale che ha rinnovato lo scorso 14 settembre il proprio Landtag con un risultato quanto mai equilibrato e inaspettato.

    Il partito più votato è stato infatti la CDU di Angela Merkel, che ha incrementato i propri seggi passando da 30 a 34 deputati. Alle sue spalle si è confermata la Linke, che con il suo popolare candidato presidente Bodo Ramelow ha ottenuto 28 seggi (uno in più del 2009). Ma la vera sorpresa di questa elezione è stata il crollo repentino, e tutt’altro che atteso, dell’SPD. Della leader regionale del partito, Heike Taubert, in campagna elettorale non ha convinto la disponibilità a essere «junior partner» di coalizione indifferentemente di un ex comunista o di una rappresentante cristianodemocratica. Il risultato è stato un crollo del partito al 12,4%, record negativo, che ha portato a raccogliere appena 12 seggi nel Landtag. I seggi rimanenti nel parlamento regionale sono stati conquistati dai Verdi (6 deputati regionali) e soprattutto dall’euroscettica Alternativa per la Germania (11 seggi).

    Ne è derivata un’assemblea totalmente frammentata. Per ottenere una maggioranza tra gli 88 rappresentanti del Landtag è necessario raggiungere quota 45. La grande coalizione CDU-SPD, per effetto del crollo di quest’ultima, arriva appena a un seggio in più. Ma d’altra parte 46 è anche la somma dei seggi di Linke, SPD e Verdi. È quello che «Die Zeit», all’indomani del voto, ha chiamato «il paradosso di Erfurt», dal nome del capoluogo della regione.

    Come prevedibile, la scelta della SPD di appoggiare un governo guidato da Ramelow anziché un’altra grande coalizione ha aperto un ampio dibattito in tutta la regione. «La presenza di due ex membri della Stasi nel gruppo della Linke ha più di un cattivo retrogusto», ha scritto «Die Welt». Gli sguardi sono ora puntati sull’assemblea di domani dei 4.500 iscritti alla SPD in Turingia, che dovranno approvare il sostegno alla coalizione con Linke e Verdi (da questi ultimi non sono attese particolari sorprese in merito): è probabile, ma non scontato che seguiranno il consiglio della classe dirigente del partito. D’altra parte, è già accaduto pochi giorni fa a Berlino che le primarie tra gli iscritti abbia indicato a larga maggioranza come prossimo candidato sindaco della capitale Michael Müller, assessore uscente allo Sviluppo urbano, anziché due dirigenti di primo piano come il segretario cittadino del partito Jan Stöss e il capogruppo Raed Saleh.

    D’altra parte, se la base dovesse votare contro la proposta di coalizione rosso-rosso-verde, si aprirebbe una nuova crisi all’interno dell’SPD in Turingia, rimasto senza leadership dopo le dimissioni di Heike Taubert dopo le elezioni. Il candidato in pectore per la leadership è il sindaco di Erfurt, Andreas Bausewein, che dovrebbe essere eletto segretario sabato, ma presumibilmente soltanto se la base avrà votato domani a favore della coalizione di governo con la Linke.

    @StefanoSavella

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