Via libera alla Commissione Juncker, ecco i voti degli eurodeputati

    Ott 22nd, 2014
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    Questa mattina il Parlamento europeo ha dato il via libera definitivo alla Commissione Juncker, che si insedierà a tutti gli effetti il 1° novembre. Il lungo percorso di selezione dei commissari, con le loro audizioni e gli ultimi ritocchi, è stato alla fine approvato da 423 eurodeputati, perlopiù appartenenti ai gruppi del Partito popolare europeo, dei Socialisti & Democratici e dei Liberal-democratici. Il gruppo dei Conservatori si è spaccato al suo interno, mentre sono stati prevalentemente negativi i voti dei Verdi, della Sinistra europea, dell’Europa per la libertà e la democrazia e dei Non iscritti. Ma sondando il voto dei singoli europarlamentari si scoprono alcune sorprese rispetto a quanto previsto alla vigilia.

    Il gruppo del PPE, lo stesso di Jean-Claude Juncker, è quello che ha presentato maggiore solidità nella votazione, con 199 voti favorevoli e soltanto due voti contrari. Questi ultimi appartengono all’ex ministra francese Rachida Dati e al tedesco Hermann Winkler. Rachida Dati ha motivato il suo dissenso soprattutto in tema di immigrazione e allargamento dell’Unione: il nuovo commissario Avramopoulos agli Affari interni e alle politiche migratorie, ha affermato l’eurodeputata francese, «non è sembrato in grado di valutare l’urgenza di una revisione dell’area Schengen e ha sostenuto che anche Romania e Bulgaria devono entrarvi a far parte, ignorando le preoccupazioni circa la loro capacità di controllare efficacemente le frontiere esterne»; una posizione già espressa nelle ultime ore anche da Nicolas Sarkozy, candidato alla leadership dell’UMP. Da parte di Dati sono arrivate critiche anche al commissario all’Allargamento, l’austriaco Johannes Hahn, e al commissario francese Pierre Moscovici. Nessuna dichiarazione ufficiale è arrivata finora da Winkler, esponente della CDU di Angela Merkel eletto in Sassonia, anche se nei mesi scorsi si è pronunciato molto duramente contro le sanzioni dell’Unione europea nei confronti della Russia.

    Molto più spaccato, anche rispetto alle previsioni, è stato il gruppo dei Socialisti & Democratici. Su 191 membri del gruppo sono arrivati solo 154 voti favorevoli. Hanno optato alla fine per l’astensione gli eurodeputati del partito socialista spagnolo (PSOE), che pure fino a questa mattina avevano annunciato il voto contrario: inaccettabile, per loro, la nomina in Commissione del connazionale Miguel Arias Cañete. Oltre a loro, si sono astenute anche due eurodeputate italiane del Partito democratico, Elly Schlein, vicina all’area di Pippo Civati, e Silvia Costa, presidente della Commissione Cultura del Parlamento europeo, insoddisfatta per la decisione di Juncker di cambiare in modo minimo le competenze da affidare all’ungherese Tibor Navracsics. Un altro italiano del PD, Sergio Cofferati, ha compiuto un gesto ancor più eclatante, votando contro la nuova Commissione. Insieme a lui, hanno votato contro altri undici deputati socialisti, tra cui i quattro francesi della corrente di sinistra “Vive la Gauche”, i due tedeschi dell’SPD Dietmar Koster e Maria Noichl (che su Facebook ha motivato il dissenso per la ridotta rappresentanza femminile e contro le nomine di Cañete e Navracsics), la socialdemocratica svedese Anna Hedh e la connazionale del partito femminista Soraya Post (entrambe contro la mancata parità di genere, così come la portoghese Liliana Rodrigues e l’irlandese Nessa Childers) e il lettone Andrejs Mamikins (per dissenso politico verso il connazionale commissario Valdis Dombrovskis).

    Il gruppo dei Conservatori si è totalmente spaccato, addirittura all’interno degli stessi gruppi nazionali. Una magra figura soprattutto per i conservatori britannici del premier David Cameron, che esprimono il commissario al Mercato finanziario Jonathan Hill: da parte loro sono arrivati sette voti favorevoli, tre contrari e nove astensioni. Voti negativi sono giunti dai partiti più estremisti all’interno del gruppo, vale a dire da Alternativa per la Germania (tranne Arne Gericke), dal Partito del popolo danese, dai Veri finlandesi e dai Greci Indipendenti, mentre si sono perlopiù astenuti i rappresentanti polacchi del PiS. Voto favorevole, invece, da parte dei deputati fiamminghi dell’N-VA, da pochi giorni al governo in Belgio.

    Ha sorpreso almeno in parte il voto contrario alla Commissione da parte del gruppo dei Verdi, che non ha peraltro contato quasi nessuna defezione: 43 i voti avversi a Juncker, solo 2 quelli favorevoli (entrambi da parte dei rappresentanti scozzesi) e altrettante le astensioni (dello sloveno Igor Šoltes e dell’estone Indrek Tarand). Così come quasi del tutto monolitici si sono rivelati i voti contrari dei gruppi della Sinistra europea (unica eccezione l’astensione del francese Younous Omarjee eletto nei territori d’Oltremare), dell’EFDD (con il solo voto favorevole, com’è già capitato in altre occasioni, del lituano Valentin Mazuronis) e dei Non iscritti (con la sola astensione della britannica Diane Dodds).

    Nessun voto contrario, infine, ma sei astensioni, all’interno dell’ALDE, il cui capogruppo Guy Verhofstadt è stato come sempre protagonista di un acceso intervento in aula prima del voto. Le astensioni sono arrivate dai tre deputati del Partito liberale tedesco (FDP), da due spagnoli dell’UPyD e dal catalano Ramon Tremosa i Balcells.

    @StefanoSavella 

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