Dall’Assemblea nazionale bulgara via libera a Borisov, sarà il nuovo premier

Nov 7th, 2014
1357 Views

Boyko Borisov tornerà a essere il primo ministro della Bulgaria. Con il voto di oggi in Assemblea nazionale si è chiusa la fase di incertezza seguita alle elezioni generali del 5 ottobre scorso, al termine delle quali era emersa un’eccezionale frammentazione del quadro politico con ben otto partiti in parlamento. Borisov ha ottenuto a favore della sua nomina a premier 149 voti (la maggioranza assoluta è di 121), con 85 contrari e nessun astenuto. Il nuovo governo sarà, come si temeva alla vigilia, un governo di minoranza, ma potrebbe durare più a lungo del previsto.

Oltre al partito di maggioranza relativa, il Gerb di centro-destra di cui Borisov è leader (che può contare su 84 deputati), nella coalizione di governo ufficiale vi sarà posto soltanto per il Blocco riformatore (23 seggi). A sorpresa, però, un ministero andrà anche alla nuova formazione ABV fondata pochi mesi fa dall’ex presidente della Repubblica, il socialista Georgi Parvanov, fuoriuscito dal suo partito. Un sostegno, quest’ultimo, nient’affatto scontato, trattandosi di un partito di centro-sinistra: ABV, tuttavia, può contare su soli 11 deputati (alle elezioni è riuscito a superare la soglia di sbarramento del 4% grazie ad appena lo 0,15% in più), che sommati a quelli di Gerb e Blocco riformatore fanno arrivare la maggioranza a 118, tre seggi al di sotto della maggioranza assoluta. Il sostegno decisivo per il governo arriverà quindi dall’appoggio esterno del Fronte Patriottico, formazione composta da una varietà di sigle della galassia nazionalista e di estrema destra, che ha ottenuto 19 seggi alle elezioni (due suoi esponenti, tuttavia, hanno votato contro Borisov oggi in Assemblea nazionale). A favore del nuovo premier ha votato anche il gruppo parlamentare di Bulgaria senza censura, il partito anti-casta e di centro-destra che tuttavia sarà all’opposizione del governo, insieme al partito socialista (BSP) e al partito liberale (DPS), gli unici a esprimersi compattamente contro il premier.

Borisov, 55 anni, è il primo uomo politico bulgaro della storia recente a ottenere un secondo mandato da primo ministro. È stato infatti alla guida del suo paese già dal luglio 2009 al marzo 2013, dopo essere stato sindaco di Sofia dal 2005 al 2009. Prima della fondazione del Gerb, nel 2006, ha militato nel Movimento nazionale dell’ex monarca Simeone II nei primi anni Duemila. Il suo nuovo governo sarà composto da 18 ministri: 11 del Gerb, 6 del Blocco riformatore e uno dell’ABV. Ben quattro saranno i vicepremier: Rumyana Bachvarova (55 anni, analista politica e direttrice dell’istituto demoscopico Market Links, in quota Gerb), con la delega alla Pubblica amministrazione, Tomislav Donchev (41 anni, eletto nel maggio scorso al Parlamento europeo, del Gerb) ai Fondi europei, Meglena Kuneva (57 anni, ex commissaria europea per la tutela dei consumatori dal 2007 al 2010, ora co-leader del Blocco Riformatore) alle Politiche comunitarie, e Ivailo Kalfin (50 anni, ex ministro degli Esteri tra il 2005 e il 2009 ed ex eurodeputato socialista, ora membro dell’ABV) alle Politiche sociali.

Vladislav Goranov (Gerb) sarà il nuovo ministro delle Finanze (dopo essere stato viceministro in questo stesso dicastero nel primo governo Borisov), mentre Bozhidar Lukarski (Blocco riformatore) sarà il nuovo ministro dell’Economia. Rispetto al governo tecnico uscente, guidato da Georgi Bliznashki, restano al loro posto Daniel Mitov (agli Esteri) e Hristo Ivanov (alla Giustizia): entrambi sono membri del Blocco riformatore. A quest’ultimo partito spettano anche i ministeri della Difesa (con Nikolai Nenchev), dell’Istruzione (con Todor Tanev) e della Salute (con Petar Moskov). Veselin Vuchkov (Gerb) sarà invece il nuovo ministro dell’Interno. Rispetto al primo governo Borisov del 2009-2013, vengono confermati agli stessi posti Ivaylo Moskovski (ai Trasporti) e Lilyana Pavlova (allo Sviluppo regionale).

@StefanoSavella

Comments are closed.