Ultimi giorni di campagna elettorale in Romania per il duello Ponta-Iohannis

    Nov 12th, 2014
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    Domenica la Romania eleggerà il suo nuovo presidente della Repubblica. Il ballottaggio sarà, come era nelle previsioni, tra l’attuale premier socialista Victor Ponta e il sindaco di Sibiu Klaus Iohannis, candidato dai maggiori partiti dell’opposizione di centro-destra. Al primo turno sono stati dieci i punti percentuali di distacco tra i due (40.4% contro il 30,4%), e anche i dati degli ultimi giorni confermano il vantaggio di Ponta. Un sondaggio svolto tra il 7 e il 9 novembre su 2.000 persone mostra ad esempio il premier socialista davanti con il 54%, e Iohannis indietro con il 46%. Ieri si è svolto anche il primo dibattito televisivo tra i due, visto da 3 milioni e mezzo di rumeni: secondo un altro sondaggio CSCI, il 70% ha ritenuto più convincente, anche in questo caso, Victor Ponta. Iohannis ha però avuto buon gioco nel sottolineare le gravi lacune, al primo turno di domenica 2 novembre, nell’organizzazione del voto dei numerosissimi residenti all’estero, a molti dei quali è stato sostanzialmente impedito di votare a causa dello scarso numero di seggi e delle lunghe code.

    Proprio le proteste sul voto dei residenti oltreconfine hanno portato nei giorni scorsi alle dimissioni del ministro degli Esteri, Titus Corlatean, subito rimpiazzato da Teodor Melescanu. Una scelta che ha fatto discutere: 73 anni, già direttore dei servizi segreti esteri dal febbraio 2012 al settembre 2013, Melescanu è stato infatti uno dei candidati indipendenti che si sono presentati al primo turno delle elezioni presidenziali, pur avendo ottenuto soltanto l’1,09% dei consensi. Con questa mossa, quindi, è sembrato che Ponta abbia voluto assicurarsi il sostegno, pur ridotto, di uno dei suoi avversari, che infatti ha invitato i suoi elettori a votare per lui. Melescanu è comunque anche una personalità di esperienza, avendo già ricoperto la carica di ministro degli Esteri dal 1992 al 1996 oltre che quella di ministro della Difesa tra il 2007 e il 2008.

    C’è poi un altro dei candidati al primo turno delle elezioni presidenziali al centro del dibattito negli ultimi giorni: Călin Popescu Tăriceanu, 62 anni, classificatosi proprio alle spalle dei due più votati (ma a grande distanza, con il 5,4%) e che pochi giorni dopo è stato indicato da Ponta quale sua «prima scelta» per la carica di primo ministro nel caso di una sua elezione alla presidenza della Repubblica. «Abbiamo bisogno di un premier – ha affermato Ponta nei giorni scorsi – che possa garantire che i principi dell’azione di governo (sviluppo economico ed equilibrio dei conti pubblici) vengano portati avanti anche nel 2015 e nel 2016», cioè fino alla scadenza naturale della legislatura. La nomina di Tăriceanu, anche laddove Ponta esca vincitore dalle elezioni di domenica, non si può tuttavia considerare certa: in corsa ci sono anche il governatore della banca centrale Florin Georgescu (soprattutto nel caso di un aggravamento della crisi economica) e l’attuale direttore della sezione principale dei servizi segreti, George Maior.

    @StefanoSavella

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