Bulgaria, alle elezioni europee tiene banco il caso Peevski

    Apr 15th, 2014
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    Delyan-Peevski

    La candidatura di Delyan Peevski, magnate del settore delle comunicazioni, come capolista del partito Movimento per i Diritti e la Libertà (DPS), espressione della minoranza turca, tiene banco nel dibattito sulle elezioni europee in Bulgaria. Da sempre filo-governativo, l’impero mediatico composto da numerosi giornali e reti televisive è gestito da Peevski insieme a sua madre Irena Krasteva. La scelta della candidatura alle elezioni europee è secondo alcuni osservatori mirata ad allontanare il magnate bulgaro dal suo paese, in seguito alle lunghe manifestazioni di piazza che a partire dal giugno 2013 hanno seguito la sua nomina, poi ritirata dal primo ministro dopo pochi giorni, a capo dei servizi segreti.

    Parlamentare dal 2009, e rieletto nel 2013, Peevski ha appena trentatré anni ma è già una figura molto controversa della politica e del mondo dell’imprenditoria bulgari ed è stato oggetto di diversi procedimenti giudiziari. Immortalato nel 2002 al fianco del miliardario e uomo d’affari Ilia Pavlov – assassinato nel 2003 -, secondo i manifestanti che hanno occupato per mesi le piazze e l’Università di Sofia dopo la sua nomina a capo dei servizi segreti e il suo successivo ritorno in Parlamento Peevski è un rappresentante della criminalità organizzata. Le proteste sono state rivolte anche all’indirizzo del partito socialista (BSP) al governo, con i cui voti Peevski era stato nominato a capo dell’agenzia di sicurezza nazionale. I leader della protesta erano gli stessi che nel 2012 avevano portato alla caduta del primo ministro Borisov e del suo governo di centro-destra.

    Anche in Bulgaria, come in Italia, alle elezioni europee si vota con le preferenze. Nel 2009, il DPS ottenne il 14% dei voti e tre seggi a Strasburgo. Il DPS fa inoltre parte della famiglia dei liberal-democratici europei (ALDE), mentre in Bulgaria è partner della fragile maggioranza di centro-sinistra che sostiene il governo del primo ministro Plamen Oresharski. L’obiettivo dei partiti della coalizione di centro-sinistra è ottenere almeno 8-9 dei 17 seggi attribuiti alla Bulgaria nel prossimo Parlamento europeo. In caso contrario, secondo alcuni analisti, si correrebbe il rischio di nuove elezioni anticipate. Al momento i sondaggi presentano invece un quadro assai più composito. Dovrebbe esserci un testa a testa tra il partito socialista BSP e il partito conservatore GERB: attualmente il primo, aderente al PSE, è stimato al 30% e otterrebbe 6 seggi, mentre il secondo, che fa parte del PPE, è a un solo punto di distanza ed eleggerebbe 5 eurodeputati. Il partito di Peevski è considerato intorno all’8% e dovrebbe riuscire a eleggere un solo deputato: in corsa, oltre al tycoon, c’è l’eurodeputato uscente Vladko Panayotov. Ma il vero successo potrebbe essere ottenuto dal movimento Bulgaria senza censura, guidato dal quarantenne giornalista televisivo Nikolai Barekov, che ha qualche tratto in comune con il Movimento 5 Stelle: i sondaggi accreditano questo partito del 10% dei consensi e potrebbe eleggere due eurodeputati, tra cui lo stesso Barekov. Un seggio potrebbero ottenerlo anche i nazionalisti di Ataka e l’Alternativa per il rinascimento bulgaro dell’ex presidente Parvanov.

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