Moldova e Sud Sudan nelle ultime votazioni al Parlamento europeo

    Nov 14th, 2014
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    AFP Photo/John Thys

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    Nella seduta plenaria di questa settimana a Bruxelles, il Parlamento europeo ha affrontato soprattutto questioni di politica estera. La più importante è stata sicuramente l’approvazione dell’accordo di associazione tra l’Unione europea e la Moldova, che, come accaduto due mesi fa con l’Ucraina, apre al piccolo Stato confinante con la Romania le porte al suo futuro ingresso tra i paesi dell’UE. Si è però votata anche una risoluzione a favore del cessate il fuoco in Sud Sudan, approvata con una maggioranza inusuale e con un minor margine. In entrambi i casi, vediamo come hanno votato i singoli gruppi e, al loro interno, gli eurodeputati delle diverse nazionalità.

    Il voto sull’accordo di associazione con la Moldova (paese in piena campagna elettorale, giacché andrà alle urne per le elezioni parlamentari il prossimo 30 novembre) ha ricalcato a grandi linee quello dello scorso 16 settembre con l’Ucraina. Lo schieramento dei gruppi europeisti ha infatti sostenuto compattamente l’accordo, anche in funzione anti-russa e alla luce degli eventi del conflitto nelle zone separatiste dell’Ucraina. Nessun voto contrario è infatti arrivato dal PPE, dai Socialisti & Democratici, dall’ALDE e dai Verdi: soltanto qualche rara astensione, tra le quali segnaliamo quelle dell’eurodeputato veneto di Forza Italia Remo Sernagiotto (legata probabilmente alla presenza di una rappresentanza del partito berlusconiano tra gli osservatori internazionali delle recenti elezioni, non riconosciute dall’UE, nelle zone separatiste filo-russe in Ucraina) e quella del leader degli ecologisti francesi José Bové. Nel gruppo dei conservatori si è invece spaccato al suo interno il partito tedesco Alternativa per la Germania: quattro suoi rappresentanti hanno infatti votato contro l’accordo, mentre i rimanenti, tra cui il leader Bernd Lucke, si sono espressi a favore. Nei mesi scorsi, il partito euroscettico tedesco si era espresso pubblicamente contro l’ingresso della Moldova nell’UE perché lo Stato orientale «non rispetta nessuno dei parametri di Maastricht», pur condividendo l’idea che sia la Moldova che l’UE trarrebbero vantaggi da una loro associazione.

    Contro l’accordo si sono invece schierati, come previsto, gli altri gruppi del Parlamento europeo: la Sinistra radicale, l’EFDD e i Non Iscritti. Al loro interno, solo pochissimi i voti in dissenso che si sono espressi a favore: nella Sinistra la sola svedese Malin Björk, nell’EFDD i “soliti” lituani Mazuronis e Paksas (ma anche il neo-entrato e discusso eurodeputato polacco Iwaszkiewicz, tutti e tre in funzione anti-russa), nei Non Iscritti gli altri polacchi del Congresso della Nuova Destra e la lettone Iveta Grigule. Tra gli italiani, astenuti tutti i cinquestelle, mentre nel gruppo della Sinistra al voto contrario di Eleonora Forenza di Rifondazione comunista si è opposta l’astensione di Barbara Spinelli e Curzio Maltese.

    Ieri è stata approvata in plenaria anche una risoluzione contro la ripresa degli scontri in Sud Sudan, dove secondo le Nazioni Unite circa 10.000 persone sono morte in seguito al conflitto scoppiato tra le truppe del presidente Salva Kiir e le milizie dell’ex vicepresidente Riek Machar. Nella risoluzione c’era anche un riferimento alla «inefficienza delle sanzioni mirate imposte dall’UE»: è stato probabilmente questo il motivo del voto contrario del PPE, il più numeroso del Parlamento europeo, con l’eccezione di 26 eurodeputati (soprattutto francesi dell’UMP, ma anche il forzista italiano Fulvio Martusciello e la finlandese Sirpa Pietikäinen). Prevalentemente contrario anche il voto dei conservatori (con un’altra spaccatura all’interno dei tories britannici) e dei Non Iscritti. Pochi i voti contrari invece negli altri gruppi: pressoché compatti nel voto a favore tutti i gruppi di sinistra, dai Socialisti & Democratici ai Verdi alla Sinistra radicale, così come l’ALDE. A favore anche quasi tutti gli eurodeputati del Movimento 5 Stelle, mentre si sono astenuti Aiuto, Moi e Zanni, insieme a gran parte del proprio gruppo (mentre tre eurodeputati dell’Ukip hanno votato contro).

    @StefanoSavella

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