Partita aperta tra liberali e anti-UE per le elezioni europee in Olanda

    Apr 16th, 2014
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    Il premier olandese Mark Rutte

    Il premier olandese Mark Rutte

     

    L’ultimo sondaggio diffuso dal sito Peil.nl mostra per le elezioni europee in Olanda il quadro più incerto tra tutti i paesi europei. Al primo posto sono infatti stimati quattro partiti, tutti al 15%: i liberali (VVD) del premier Mark Rutte, gli euro-scettici di estrema destra (PVV) di Geert Wilders, i cristiano-democratici (CDA) che vinsero le elezioni europee di cinque anni fa superando quota 20% e i Democratici 66 (D66), anch’essi aderenti alla piattaforma liberal-democratica ma su posizioni più progressiste rispetto al VVD. Le due formazioni di sinistra seguono a non molta distanza: vi sono prima i socialisti radicali e anti-europeisti (SP), che in Europa aderiscono al gruppo della Sinistra Europea, con l’11%, mentre i socialdemocratici, partner di governo dei liberali in una grande coalizione, scendono addirittura all’8%. Ma altri seggi potrebbero essere garantiti anche per  partiti che si collocano tra il 4 e il 7%, come i Verdi (GL), l’Unione Cristiana (UC), il Partito per gli animali (PvdD) e il Partito dei pensionati (50Plus). In totale, potrebbero quindi essere ben dieci i partiti (erano stati otto nel 2009) a spartirsi i 26 seggi attribuiti all’Olanda nel prossimo Parlamento europeo.

    Gli occhi sono puntati soprattutto sul risultato del partito anti-europeista di Wilders, che a Strasburgo costituirà un gruppo unitario insieme al Front National di Marine Le Pen, alla Lega Nord e ad altri partiti europei di estrema destra. Nel 2009 arrivarono alle spalle dei centristi, conquistando però cinque seggi a testa. Il partito di Wilders è stato tuttavia al centro di forti polemiche a causa di un discorso razzista pronunciato dal suo leader nel marzo scorso, in seguito al quale diversi membri hanno abbandonato il partito (e infatti solo uno dei cinque eurodeputati uscenti è in lista per la riconferma).

    Nemmeno il partito liberale al governo guarda alle elezioni europee con tranquillità. Nei mesi scorsi il partito si è infatti diviso sull’appoggio alla candidatura del belga Guy Verhofstadt alla presidenza della Commissione per il gruppo liberal-democratico (ALDE). Malgrado il VVD faccia parte dell’ALDE, il suo ex leader ed ex commissario europeo Frits Bolkestein ha pronunciato parole dure contro Verhofstadt e il suo progetto federalista europeo, definito una «idiozia»: «Gli europeisti come Schulz e Verhofstadt sono per l’Europa un pericolo più grande degli euroscettici o dei populisti anti-europei». Parole ripetute ancora due mesi fa al congresso del partito indipendentista fiammingo e non troppo diverse da quelle che già aveva pronunciato il portavoce del partito (poi smentite), ma che avevano suscitato la reazione dell’attuale commissaria europea olandese Neelie Kroes. Soltanto all’inizio dello scorso mese di dicembre l’intervento del premier e leader del VVD, Mark Rutte, ha confermato il pieno appoggio del suo partito alla candidatura di Verhofstadt.

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