Salmond si candida a Westminster e chiude a un’alleanza con il Labour

Dic 13th, 2014
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Alex Salmond

Alex Salmond

L’ex primo ministro scozzese Alex Salmond, leader del fronte del Sì al recente referendum sull’indipendenza della regione, sarà candidato alla Camera dei Comuni con lo Scottish National Party (SNP) alle prossime elezioni generali di maggio. L’annuncio è stato dato alcuni giorni fa e ha riportato la politica scozzese al centro del dibattito nazionale. Salmond ne è del resto il suo più illustre rappresentante: alla guida dell’SNP per vent’anni (dal 1990 al 2000 e poi ancora dal 2004 al 2014), è stato anche primo ministro – eletto dal parlamento regionale – dal 2007 al novembre scorso, quando si è dimesso in seguito alla sconfitta nel referendum. A prendere il suo posto, sia da leader dell’SNP sia da primo ministro, è stata Nicola Sturgeon, 44 anni, prima donna a ricoprire entrambe le cariche.

Salmond è già stato deputato britannico dal 1987 al 2010, sempre eletto nel collegio scozzese di Banff and Buchan con l’SNP. Nel 2015 si candiderà invece nel vicino collegio di Gordon: qui è sempre stato eletto, dal 1983 al 2010, il liberal-democratico Malcolm Bruce, e nel 2010 il candidato dell’SNP arrivò a quasi 14 punti percentuali di distanza. Bruce ha però annunciato che non si ricandiderà per un nuovo mandato, e Salmond proverà quindi, grazie anche alla sua popolarità, a conquistare per la prima volta questo seggio per il suo partito.

Lo Scottish National Party reciterà una parte decisiva negli equilibri del prossimo parlamento britannico. Secondo i sondaggi, il partito indipendentista raddoppierà i propri voti, passando dal 19,9% del 2010 a ben oltre il 40%. Ma soprattutto, grazie a una percentuale di questo tipo, potrebbe fare man bassa dei seggi in palio in quella regione. Nel 2010, sui 59 collegi uninominali presenti in Scozia, l’SNP ne conquistò appena 6. Grazie a questa sua avanzata, nel 2015 la quota dei seggi conquistati potrebbe oscillare tra 30 e 40. In questo scenario, a perdere terreno sarebbe soprattutto il Partito laburista, che nel 2010, pur perdendo le elezioni a livello nazionale, conquistò ben 40 dei 59 seggi a disposizione (11 andarono ai liberal-democratici, soltanto uno ai conservatori e un altro a un candidato indipendente).

Perdendo parte del suo bottino scozzese, e con un successo risicato nel resto del paese, il Partito laburista rischia seriamente di non conquistare la maggioranza assoluta alla Camera dei Comuni. E dovrebbe così rivolgersi agli altri partiti che saranno presenti in parlamento: oltre all’Ukip, con cui è esclusa ogni collaborazione, ci sarebbero i lib-dem, l’SNP e forse anche i Verdi (in crescita soprattutto nell’elettorato giovanile). Alex Salmond ha però escluso pochi giorni fa una coalizione di governo del suo partito con i laburisti, esprimendosi invece a favore di un appoggio esterno limitato ai singoli provvedimenti. I laburisti dovranno quindi difendere più seggi possibili in Scozia per provare a costruire una maggioranza stabile nel caso di una loro vittoria alle elezioni del 7 maggio. Per farlo, hanno nominato oggi Jim Murphy nuovo leader regionale del partito: deputato dal 1997, quando fu eletto in un collegio fino ad allora conquistato dai conservatori, Murphy ha recitato un ruolo di primo piano nel recente referendum sull’indipendenza della Scozia.

@StefanoSavella

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