Grecia, nel primo scrutinio Dimas si ferma a 160 voti

    Dic 17th, 2014
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    Si è concluso con una prevista fumata nera il primo scrutinio dell’elezione per il nuovo presidente della Repubblica greco. Stavros Dimas, ex commissario europeo appoggiato dal governo Samaras, ha ottenuto 160 voti, 40 in meno della maggioranza richiesta. La soglia di 200 voti è la stessa che sarà necessaria nel secondo scrutinio, previsto per martedì 23 dicembre. Per il terzo scrutinio, invece, il quorum scenderà a 180: ed è quella data, il 29 dicembre, ad essere ben evidenziata sull’agenda politica greca. Sono infatti in corso da alcuni giorni grandi manovre per ottenere i voti necessari per l’elezione del presidente della Repubblica, che consentirebbe di aggirare le elezioni anticipate, altrimenti inevitabili.

    La maggioranza parlamentare su cui si regge il governo Samaras è di 155 deputati. Nel voto di oggi si sono aggiunti cinque indipendenti, appartenenti a una “sacca” di 24 deputati che dalle elezioni del 2012 ad oggi hanno abbandonato i rispettivi partiti e sono finiti in due distinti gruppi misti del parlamento: ben quattro dei cinque assenti al voto di oggi sono proprio deputati indipendenti. Un altro deputato indipendente, Panayiotis Melas, che pochi giorni fa ha lasciato la formazione di destra dei Greci Indipendenti (ANEL), oggi si è astenuto, ma ha annunciato che probabilmente voterà Dimas al secondo scrutinio. I cinque indipendenti che già oggi hanno sostenuto la candidatura di Dimas sono Katerina Markou, Spyros Lykoudis, Grigoris Psarianos (fuoriusciti dal partito della sinistra democratica Dimar), Christos Aidonis (ex Pasok) e Giorgos Davris (eletto nell’ANEL).

    Ma anche laddove Samaras dovesse riuscire a raccogliere tutti questi 24 voti, gliene sarebbe necessario almeno un altro per raggiungere quota 180 nello scrutinio di lunedì 29. Da dove possano provenire i voti decisivi su cui Samaras si sta giocando la partita non è chiaro, ma i maggiori indiziati sono i deputati dell’ANEL, partito che si è finora espresso contro la candidatura Dimas, ma che secondo i sondaggi rischia di non raggiungere la soglia di sbarramento del 3% alle eventuali elezioni anticipate. Difficile, ma non impossibile, che una trattativa segreta possa coinvolgere almeno uno degli otto deputati di Alba Dorata oggi in carcere, che hanno ottenuto oggi un permesso speciale dalla magistratura per partecipare al voto per l’elezione del nuovo presidente della Repubblica (benché si siano astenuti insieme a tutto il resto dell’opposizione parlamentare).

    «Dopo i risultati di oggi, la strada per il voto anticipato è spianata», ha dichiarato poco dopo il voto Fotis Kouvelis, leader del partito della sinistra democratica Dimar, ampiamente sotto il 3% nei sondaggi e quindi sempre più vicino a stringere un’alleanza con Syriza in vista delle prossime elezioni. Dello scenario politico greco fa poi parte un altro partito di centro-sinistra, To Potami (Il fiume), fondato nel 2013 e quindi assente in parlamento. La posizione di questo partito, guidato dall’ex giornalista televisivo Stavros Theodorakis e accreditato del 6% circa nei sondaggi, è quella di eleggere un rappresentante della società civile ed evitare così il voto anticipato.

    @StefanoSavella

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