Riconoscimento della Palestina ma non solo: gli ultimi voti a Strasburgo

    Dic 19th, 2014
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    L’ultima plenaria del 2014 del Parlamento europeo è stata ricca di votazioni rilevanti in tema di politica estera ed economica. Su tutte, c’è stata l’approvazione della risoluzione sul riconoscimento dello Stato palestinese, sull’onda di quanto già accaduto in diversi parlamenti nazionali. Ma nella stessa giornata di mercoledì si è votato anche sulle modifiche al bilancio dell’Unione, mentre ieri è stato ratificato un altro accordo di associazione: dopo quello con la Moldova di poche settimane fa, è toccato alla Georgia, un nuovo obiettivo della strategia che punta a ridurre l’influenza russa nelle regioni dell’Europa orientale e del Caucaso.

    Grazie ai dati elaborati da Vote Watch Europe, vediamo come i gruppi parlamentari hanno votato sul riconoscimento della Palestina. L’approvazione, come si vede dall’immagine elettronica dell’emiciclo, non è mai stata in discussione, grazie ai 498 voti favorevoli, provenienti soprattutto da PPE, S&D, ALDE, GUE e Verdi. Ma com’era prevedibile non sono mancati numerosi voti in dissenso per una questione di politica estera così delicata. Nel Partito popolare europeo, hanno votato contro gli italiani Raffaele Fitto, Alessandra Mussolini e Alberto Cirio, tutti di Forza Italia, insieme ad altri 13 deputati (di cui ben sei bulgari). Nello stesso gruppo si sono astenuti in 14, tra cui l’altro forzista Fulvio Martusciello. Gli altri rappresentanti del partito berlusconiano non hanno partecipato al voto, mentre hanno votato a favore gli esponenti del Nuovo Centrodestra. Assai più coeso il gruppo dei Socialisti e Democratici, con un solo voto contrario e otto astensioni. Nessun contrario, come prevedibile, nei gruppi dei verdi e della sinistra radicale, ma due astensioni nel primo caso e cinque nel secondo (tra cui ben quattro provenienti da esponenti greci di Syriza). Assai più spaccato, invece, il gruppo liberal-democratico, con 39 voti favorevoli, 5 contrari e ben 24 astensioni. Tutti gli altri gruppi mostrano invece una prevalenza dei voti negativi: nell’ECR solo 7 favorevoli (tra cui i tre esponenti del partito indipendentista fiammingo N-VA), ma 36 contrari e 21 astensioni. Nell’EFDD vota compatto a favore il Movimento 5 Stelle insieme a un solo esponente dell’Ukip, Amjad Bashir, di origini pakistane: il resto del gruppo si divide tra contrari (20) e astenuti (7). Tra i Non iscritti, infine, 9 voti favorevoli (tra cui quelli di Alba Dorata e del partito comunista greco), 10 contrari (prevalentemente dei partiti di estrema destra olandese e austriaco) e 30 astenuti (tra cui Front National e Lega Nord).

    La ratifica dell’accordo di associazione con la Georgia ha mostrato più coesione all’interno dei gruppi e ha replicato grossomodo gli indirizzi manifestati con gli atti dello stesso tipo approvati negli ultimi mesi con Ucraina e Moldova. Anche per l’accordo con la Georgia, l’obiettivo è soprattutto quello di portare il paese caucasico nell’area di influenza europea, a causa anche dell’occupazione delle regioni dell’Abkhazia e dell’Ossezia del Sud da parte delle truppe russe. Nessun voto contrario è infatti giunto da PPE, S&D e ALDE, benché nel primo caso facciano ancora una volta storia a sé i deputati di Forza Italia Gardini, Martusciello, Mussolini, Pogliese e Sernagiotto, che rappresentano 5 delle 6 astensioni totali del gruppo (hanno invece votato a favore Barbara Matera, Lara Comi e Salvatore Cicu). In larga parte favorevoli anche conservatori e verdi (un solo voto contrario a testa), mentre la sinistra radicale si divide per lo più tra contrari (14) e astenuti (28, tra cui le italiane Spinelli e Forenza) con un solo voto favorevole (la svedese Malin Björk), così come nell’EFDD, dove vota a favore solo la new entry polacca Robert Iwaskiewicz mentre si astengono i pentastellati e votano contro tutti gli altri.

    Approvate, infine, alcune modifiche al bilancio per consentire l’attivazione del fondo di solidarietà per l’alluvione in Sardegna e per i disastri naturali che hanno colpito altri paesi membri tra cui Grecia, Slovenia e Croazia. Quasi unanime il sostegno di tutto l’emiciclo, con l’eccezione di gran parte dei rappresentanti dell’Ukip britannico (compreso il suo leader Nigel Farage), dei Democratici Svedesi di estrema destra e del partito euroscettico olandese PVV.

    @StefanoSavella

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