In Olanda accordo tra liberali e laburisti, scongiurata la crisi di governo

    Dic 22nd, 2014
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    La ministra della Salute olandese, Edith Schippers (Foto Hollandse Hoogte / Peter Hilz)

    La ministra della Salute olandese, Edith Schippers (Foto Hollandse Hoogte / Peter Hilz)

    Dopo il serio rischio di una crisi di governo, è stato raggiunto in Olanda un accordo tra partito liberale (PVV) e partito laburista (PVdA) sulla legge di riforma sanitaria affossata in Senato martedì scorso. Il premier Mark Rutte e il leader laburista Diederik Samsom hanno trovato la quadra su una nuova formulazione del provvedimento che tornerà in votazione nella camera alta del Parlamento: nel caso in cui dovesse essere nuovamente bocciato, entrerà comunque in vigore attraverso il sistema del “provvedimento amministrativo generale” (AMvB), una sorta di decreto-legge che impone l’immediata attuazione di una norma senza che venga discussa in Parlamento.

    Quest’ipotesi ha fatto andare su tutte le furie l’opposizione: il leader dei Cristiani Uniti, Arie Slob, ha confermato il proprio sostegno al disegno di legge, ma è totalmente contrario a una sua successiva attuazione tramite AMvB, perché il governo dovrebbe «prendere molto sul serio» una seconda bocciatura del provvedimento. Anche il leader del partito centrista D66, Alexander Pechtold, ha parlato del ricorso all’AMvB come di una vera e propria «minaccia», peraltro a rischio di incostituzionalità; Samsom, invece, l’ha definita «una buona opzione necessaria per rendere più vicino l’obiettivo di una migliore assistenza sanitaria».

    Il provvedimento, proposto dalla ministra della Salute Edith Schippers, era stato bocciato in Senato con il voto contrario di tre senatori laburisti, Guujse ter Horst, Adri Duivesteijn e Marijke Linthorst. La grande coalizione al governo del paese dal 2012, composta da liberali e laburisti, ha due voti di maggioranza alla Camera dei Rappresentanti ma è in minoranza al Senato (che comprende rappresentanti delle dodici province e si rinnova con un’elezione indiretta ogni 4 anni), dove può contare su soli 30 seggi su 75: per questo motivo tratta l’approvazione dei provvedimenti nella camera alta volta per volta con altri partiti: nel caso della legge sulla sanità l’accordo era stato raggiunto con le formazioni centriste D66, Cristiani Uniti e SGP, che grazie ai loro 8 seggi fanno pendere per un solo voto la bilancia a favore della maggioranza. Ma l’imprevisto voto contrario dei tre dissidenti laburisti ha scompaginato i piani e messo in crisi il governo. Per evitare il ricorso all’AMvB, nelle ultime ore anche il partito cristianodemocratico CDA ha offerto il proprio sostegno per approvare una versione edulcorata del progetto di legge Schippers.

    La tregua tra liberali e laburisti allontana la prospettiva di una crisi di governo che avrebbe potuto avere esiti imprevedibili. L’ultimo sondaggio è infatti disastroso per i due partiti al governo: i liberali del premier Rutte scenderebbero da 41 a 18 seggi, i laburisti da 38 a 10. Raddoppierebbero invece i seggi l’estrema destra di Geert Wilders (da 15 a 30), i cristianodemocratici (da 13 a 24) e i liberal-democratici del D66 (da 12 a 24): in questo contesto per formare una maggioranza di governo bisognerebbe mettere allo stesso tavolo almeno quattro partiti diversi.

    @StefanoSavella

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