La Croazia verso le presidenziali, Josipović in corsa per un secondo mandato

    Dic 23rd, 2014
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    Kolinda Grabar-Kitarović

    Kolinda Grabar-Kitarović

    Contemporaneamente alla Grecia, e poche settimane prima dell’Italia, un altro paese mediterraneo dell’Unione europea, la Croazia, si appresta a eleggere il suo nuovo presidente della Repubblica. Con una sostanziale differenza: l’elezione, come avviene in molti altri Stati dell’Europa orientale, è diretta, e se domenica prossima nessuno dei candidati raggiungerà il 50% al primo turno i croati dovranno tornare alle urne l’11 gennaio per il ballottaggio. Un esito non escluso, benché reso difficile dal numero dei candidati in corsa, appena quattro, gli unici ad aver raccolto le 10.000 firme necessarie nell’arco di dodici giorni, come previsto dalla Costituzione.

    Il grande favorito è il presidente della Repubblica uscente, Ivo Josipović, indipendente ma sostenuto da tutti i partiti di centro-sinistra che governano il paese dal 2011. Cinque anni fa furono ben dodici i candidati all’elezione presidenziale, e Josipović riuscì a prevalere soltanto al ballottaggio, con il 60,3% dei voti, battendo il sindaco di Zagabria Milan Bandić fermo al 39,7%. Già al primo turno, tuttavia, Josipović aveva conquistato più del doppio dei voti del suo rivale. Il suo risultato elettorale di domenica e all’eventuale ballottaggio sarà letto anche in chiave politica: nel 2015 la Croazia andrà alle urne per il rinnovo del Parlamento e il centrosinistra è reduce da una pesante sconfitta alle ultime elezioni europee, sopravanzata di oltre dieci punti percentuali dai partiti della coalizione di centrodestra.

    Domenica prossima l’avversaria che potrebbe contendere più da vicino la rielezione a Josipović è proprio Kolinda Grabar-Kitarović,  46enne fiumana sostenuta dal maggiore partito di centrodestra (HDZ), ex ministra degli Esteri dal 2005 al 2008 e con una successiva carriera diplomatica negli Stati Uniti e alla Nato. Grabar-Kitarović è forte del numero di firme ottenute per la sottoscrizione della sua candidatura, ben 320.000, il numero più alto mai ottenuto per un’elezione presidenziale (Josipović ne ha raccolte circa 200.000).

    Anche gli altri due candidati potrebbero però recitare un ruolo di primo piano, utile se non altro a portare il presidente uscente al ballottaggio. Milan Kujundžic è un ex membro dell’HDZ da cui è fuoriuscito un anno e mezzo fa fondando un nuovo partito di destra, Alba Croata, ed è sostenuto anche da alcuni partiti nazionalisti. Alle elezioni europee, Alba Croata si è presentata in una coalizione di destra con altri tre partiti, che nel complesso ha ottenuto il 6,9% ma nessun seggio a Strasburgo. Il quarto candidato è Ivan Vilibor Sincic, uno studente di 24 anni rappresentante di Živi zid (Muro vivente), un movimento di lotta per il diritto alla casa noto perché organizza veri e propri scudi umani contro gli sfratti. È lui il candidato più marcatamente anti-establishment, e rivendica inoltre il ritorno alla sovranità monetaria della Croazia.

    @StefanoSavella

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