Seconda fumata nera in Grecia per il nuovo presidente, lunedì resa dei conti

    Dic 24th, 2014
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    Il premier greco Antonis Samaras

    Ancora una fumata nera, in Grecia, per l’elezione del nuovo presidente della Repubblica. Dai 160 voti del primo scrutinio il candidato unico della maggioranza, Stavros Dimas, è salito ieri a 168, ben al di sotto dunque del quorum di 200 voti ma più vicino a 180, soglia per il terzo e ultimo scrutinio che si terrà lunedì 29 dicembre a mezzogiorno ora locale. Lo scenario resta quindi incerto, anche se recuperare altri dodici voti in così pochi giorni sarà un’impresa per il premier Antonis Samaras. Limitato è stato l’effetto della sua proposta, lanciata domenica all’indirizzo soprattutto della sinistra democratica di DIMAR e dei Greci Indipendenti di ANEL, di andare ad elezioni anticipate entro la fine del 2015, anziché alla scadenza naturale di giugno 2016, e nel frattempo eleggere un nuovo presidente e formare un governo di più ampia coalizione.

    Sembra che Samaras formulerà domenica un nuovo appello a tutte le forze politiche per procedere all’elezione del nuovo presidente al terzo scrutinio, confermando la candidatura di Dimas e senza promettere altro in più di quanto già fatto nei giorni scorsi. Basterà per convincere almeno altri dodici deputati? Al momento appare molto difficile. È probabile che nell’ultimo voto utile possano accodarsi alla maggioranza anche Niki Founta, un deputato che ieri ha abbandonato il gruppo di DIMAR, e altri indipendenti: per raggiungere quota 180 sarebbe però necessario che votino l’ex commissario europeo Dimas tutti i deputati dichiaratisi indipendenti, nessuno escluso, a meno che non ci siano nei prossimi giorni altre defezioni nei gruppi più a rischio di tenuta interna, come DIMAR e ANEL. Hanno invece già votato ieri per Dimas i due deputati usciti nel marzo scorso da Alba Dorata, vale a dire Efstathios BoukourasChrysovalantis Alexopoulos.

    Sullo sfondo, i partiti si mostrano già pronti ad affrontare la campagna elettorale che deriverebbe da una terza fumata nera. Negli ultimi giorni ha scompaginato le carte nel centrosinistra l’ex premier George Papandreou, intenzionato ad abbandonare il Pasok per formare un nuovo partito, il Movimento dei Valori. A nulla sono finora valsi i tentativi dell’attuale leader del partito socialista greco, il ministro degli Esteri Evangelos Venizelos, di fermare una scissione che rischia di rappresentare il colpo di grazia per il Pasok, che ha già perso gran parte del proprio consenso negli anni scorsi. Tra il 21 e il 22 dicembre, intanto, sono stati pubblicati due nuovi sondaggi. In entrambi Syriza è in testa con un vantaggio del 3,5% su Nuova Democrazia del premier Samaras. Molto più indietro gli altri partiti, con To  Potami, Pasok, Alba Dorata e Partito comunista che oscillano nello spazio tra il 6 e il 4,5%. L’ANEL resta pericolosamente a ridosso della soglia di sbarramento del 3%, mentre il DIMAR non sembra in grado di raggiungerla.

    @StefanoSavella

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