Presidenziali in Croazia, sfida aperta per il ballottaggio dell’11 gennaio

Dic 29th, 2014
1115 Views
Il presidente della Repubblica croato, Ivo Josipovic, ieri alle urne (FOTO TANJUG / FOTO HINA / LANA SLIVAR DOMINIC / bb)

Il presidente della Repubblica croato, Ivo Josipovic, ieri alle urne (FOTO TANJUG / FOTO HINA / LANA SLIVAR DOMINIC / bb)

Il primo turno delle elezioni presidenziali in Croazia non ha, come previsto, espresso un vincitore. Ma, contrariamente alle attese, rende apertissima la sfida che si consumerà nel ballottaggio tra i due candidati più votati. Il presidente della Repubblica uscente, Ivo Josipović, sostenuto dal centrosinistra al governo del paese, si è infatti fermato al 38,48% dei voti, al di sotto quindi della soglia anche psicologica del 40%. Ancor più sorprendente è stato il divario che separa il suo risultato da quello della sua sfidante, l’ex ministra degli Esteri Kolinda Grabar-Kitarović, esponente del principale partito del centrodestra (HDZ), che è arrivata fino al 37,18% superando Josipovic in molte regioni del paese, soprattutto in quelle meridionali e orientali.

Sono però anche altri i motivi di interesse riservati dal primo turno elettorale. Anzitutto, il risultato straordinario di Ivan Sincić, appena 24enne, rappresentante di un movimento di lotta per il diritto alla casa, che con il suo 16,43% ha dimostrato di raccogliere consensi ben oltre il recinto della sinistra radicale: la sua piattaforma anti-establishment e anti-europea ha premiato la sua candidatura, che potrebbe ora consolidarsi in un vero e proprio blocco di sinistra, alternativo al governo socialdemocratico, per le prossime elezioni politiche di fine 2015. Non ha invece saputo cogliere lo stesso successo il quarto candidato della competizione elettorale, Milan Kujundžic, vicino alle posizioni nazionaliste e della destra, fermo al 6,30%. Altro risultato di rilievo è stato quello dell’affluenza: nonostante le copiose nevicate che hanno colpito la Croazia nei giorni scorsi, si è recato alle urne il 47,12% degli aventi diritto, più del 43,96% di cinque anni fa, quando i candidati alla presidenza erano addirittura dodici.

Fin dalla serata di ieri la candidata del centrodestra Grabar-Kitarović ha rimarcato il desiderio di cambiamento che emerge dai risultati del primo turno, provando ad attrarre verso di sé i consensi dei due candidati rimasti fuori dal ballottaggio: «Anche gli elettori di Sincić e Kujundžic hanno dimostrato che vogliono una Croazia migliore», ha dichiarato. Josipović, dal canto suo, ha sottolineato di aver comunque vinto il primo turno e di essere certo del successo finale. «Non c’è posto nell’arena politica per chi ha derubato questo paese», ha affermato ieri davanti ai suoi sostenitori, riferendosi agli scandali e alle inchieste che hanno riguardato negli anni scorsi molti esponenti del centrodestra croato. «Non c’è posto per coloro che hanno ingannato il nostro popolo e per politiche guidate dalla corruzione. Soltanto ieri rubavano, e oggi pensano di poter rappresentare l’onestà». Un discorso rivolto direttamente agli elettori di Ivan Sincić, che saranno decisivi l’11 gennaio per la scelta del nuovo presidente della Repubblica.

@StefanoSavella

Comments are closed.