Netanyahu confermato leader del Likud, la destra resta avanti nei sondaggi

    Gen 3rd, 2015
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    Benjamin Netanyahu (Photo by Olivier Fitoussi /FLASH90)

    Benjamin Netanyahu (Photo by Olivier Fitoussi /FLASH90)

    Benjamin Netanyahu si conferma l’uomo da battere nello scenario politico israeliano. Nelle primarie interne del 31 dicembre è stato infatti rieletto leader del suo partito, il Likud, con il 75% dei voti espressi dai delegati, contro il 19% del suo sfidante, il viceministro della Difesa Danny Danon, mentre il 6% si è astenuto. Grazie a questo risultato, il premier israeliano in carica pone una seria ipoteca anche sulla prossima guida del governo: i sondaggi assegnano infatti ai partiti di destra la maggioranza dei seggi alla Knesset, con il Likud come più grande partito della coalizione.

    Insieme alle primarie per la leadership, i membri del partito hanno votato anche per scegliere la posizione dei candidati nella lista (bloccata, come previsto dalla legge elettorale) che sarà presentata alle prossime elezioni del 17 marzo. Subito dietro Netanyahu, che sarà capolista, figurano altri esponenti di punta come il ministro dell’Interno Gilad Ernan, il presidente della Knesset Yuli Edelstein, il ministro dei Trasporti Yisrael Katz e l’astro nascente Miri Regev, la prima donna nella lista nonché ex portavoce dell’esercito israeliano e deputata uscente. Decima posizione per lo sfidante di Netanyahu per la leadership del partito Danon, mentre restano a sorpresa fuori dalle posizioni migliori per ambire alla rielezione due “falchi”: Moshe Feiglin, a capo della corrente di destra “Guida Ebraica”, e la 36enne Tzipi Hotovely (quest’ultima, in ventiseiesima posizione in lista, sarà eletta soltanto con un exploit del partito).

    Ieri intanto sono stati pubblicati altri due sondaggi sull’esito delle prossime elezioni legislative. Solo in uno dei due il Likud si confermerebbe maggior partito del paese, ma in entrambi la coalizione delle forze di destra appare al momento largamente in vantaggio. Nel sondaggio Teleseker per il portale web Walla, il Likud sarebbe in testa con ben 26 seggi, uno dei punti più alti raggiunti nelle ultime settimane, mentre la lista unitaria del laburista Isaac Herzog e della centrista Tzipi Livni avrebbe 23 seggi: grazie all’apporto anche di Patria Ebraica di Naftali Bennett (16 seggi), del nuovo partito Kulanu (8 seggi), di Yisrael Beiteinu di Avigdor Lieberman (7 seggi) e dei due partiti della destra religiosa UTJ (7 seggi) e Shas (6 seggi), la coalizione guidata dal Likud otterrebbe ben 70 seggi sui 120 totali della Knesset.

    Risultati di poco diversi, nel complesso, nel sondaggio Panels per Galay Israel Radio: qui il primo partito sarebbe la lista unitaria laburista con 24 seggi, uno in più del Likud: ma grazie all’apporto dei suoi alleati, una maggioranza con Netanyahu premier otterrebbe comunque 69 seggi nella nuova Knesset. Entrambi i sondaggi concordano, poi, sulla preferenza degli israeliani per una premiership di Netanyahu rispetto ad una di Herzog: 40% contro 24,3% nel primo caso, 43% contro 41% nel secondo.

    @StefanoSavella

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