Germania, i Liberali provano la carta del restyling per recuperare consenso

    Gen 8th, 2015
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    fdpIl partito liberale tedesco (FDP), dopo essere stato alleato di governo di Angela Merkel tra il 2009 e il 2013, ha visto crollare il suo consenso  negli ultimi anni. Alle elezioni federali del 2013, per la prima volta nella sua storia, è rimasto escluso dal Bundestag, dopo essere passato dal 14,6% al 4,8%, di poco al di sotto della soglia di sbarramento. Percentuali ancora inferiori si sono registrate alle elezioni regionali del 2014 in Sassonia, Brandeburgo e Turingia. A destra il consenso si è radicalizzato confluendo nel nuovo partito Alternativa per la Germania, mentre la CDU, grazie alla leadership incontrastata della cancelliera, ha rafforzato le sue posizioni. Dopo la decennale segreteria di Guido Westerwelle, che è stato anche ministro degli Esteri nel governo Merkel, l’FDP ha cambiato due segretari in poco più di tre anni: prima Philipp Rösler, ex ministro dello Sviluppo economico, di origini vietnamite e adottato da una famiglia tedesca in tenera età, e da poco più di un anno il 36enne Christian Lindner.

    Quest’ultimo ha pochi giorni fa annunciato il nuovo simbolo del partito, che sostituisce alla tradizionale definizione «I Liberali» quella di «Liberi Democratici», e aggiunge ai colori giallo e blu del vecchio simbolo una striscia color magenta che a molti ha ricordato il logo della Deutsche Telekom (ma è anche lo stesso colore del partito austriaco Neos, anch’esso di orientamento liberale, fondato nel 2012). Il rinnovamento è passato anche dal discorso con il quale il segretario ha presentato il frutto del restyling: nessun leggio e libero movimento su un palcoscenico, tra una citazione di Steve Jobs e riferimenti a una visione del futuro più positiva, senza troppe polemiche nei confronti della grande coalizione che governa il paese. Quanto questo nuovo simbolo possa avere successo nelle urne lo si vedrà tra poche settimane, il 15 febbraio, alle elezioni per la città-Stato di Amburgo, che ha un proprio parlamento regionale.

    Qui l’FDP candida come suo leader, come nel 2011, Katja Suding, presentandola con lo slogan provocatorio «Il nostro uomo per Amburgo». L’obiettivo è raggiungere la soglia del 5% per poter confermare la propria presenza nel parlamento regionale, ma a rendere ancor più ardua la sfida, in un contesto locale già complicato in cui l’SPD governa con una maggioranza assoluta, è la scissione che nel settembre scorso ha dato vita, proprio ad Amburgo, ai Nuovi Liberali. Questi ultimi, in polemica con lo stato maggiore dell’FDP, si collocano su una piattaforma più social-liberale, più aperta cioè alla riduzione delle disuguaglianze e agli aiuti nei confronti di «rifugiati politici, migranti, disabili, anziani».

    @StefanoSavella

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