Primarie e candidature, le regioni in ordine sparso

    Gen 13th, 2015
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    Raffaella Paita

    Raffaella Paita

    Le polemiche sulle primarie in Liguria influiranno anche nella selezione dei candidati in altre regioni? La riflessione di queste ore all’interno del Partito democratico lascia intendere che potranno esserci sorprese in tal senso. In Liguria alle primarie di domenica Raffaella Paita ha ottenuto il 53% e 28.973 voti, circa quattromila in più di Sergio Cofferati (46%) e davanti anche a Massimiliano Tovo del Centro democratico (1% e 687 voti). La partecipazione al voto di gruppi di migranti, benché probabilmente non sufficiente a ribaltare il divario tra i due principali contendenti, pone ancora una volta la questione delle regole. Le primarie in Puglia e in Veneto dello scorso 30 novembre non hanno riservato questi problemi, ma in entrambi i casi c’era un candidato di gran lunga favorito rispetto agli altri. Quando invece la sfida è più aperta, come in Liguria, una parte della dirigente locale del Pd (o di altri partiti) cerca di portare voti al proprio candidato con ogni mezzo previsto dalle (scarse) regole della consultazione.

    In questo senso, la competizione in Campania è ancora più a rischio. L’annullamento delle primarie per il sindaco di Napoli nel 2011 avvenne per motivazioni non troppo diverse dalle accuse mosse da Cofferati per le primarie in Liguria. E la sfida è anche in questo caso molto equilibrata tra i due principali candidati, l’eurodeputato Andrea Cozzolino e il sindaco di Salerno Vincenzo De Luca (la terza candidata è la senatrice Angelica Saggese), che peraltro sono protagonisti di un’accesa campagna elettorale già da mesi: le primarie campane erano infatti previste in un primo momento per il 14 dicembre, sono state poi rinviate all’11 gennaio e nuovamente al 1° febbraio. Da Roma non fanno mistero di voler evitare primarie che potrebbero replicare, se non raddoppiare, il caos verificatosi in Liguria, e si cerca da tempo un candidato unitario (si parla di Gennaro Migliore e della segretaria regionale Assunta Tartaglione). Intanto il governatore uscente del centrodestra Stefano Caldoro non ha ancora ufficializzato la sua ricandidatura, attendendo che l’intera coalizione, compresi Ncd e Ucd, si schierino al suo fianco.

    E nelle altre regioni anche andranno al voto a maggio? In Veneto la sfida sarà tra Luca Zaia e Alessandra Moretti. In Puglia il centro-sinistra ha già scelto Michele Emiliano, mentre nel centrodestra l’ex presidente della Provincia di Bari, Francesco Schittulli, ha l’appoggio di Ncd e Fratelli d’Italia ma non di Forza Italia, dove si è consumato un nuovo strappo tra Raffaele Fitto (favorevole alle primarie, ipotesi ormai quasi certamente tramontata) e Silvio Berlusconi (che starebbe pensando al sindaco di Andria Nicola Giorgino ma che potrebbe ancora convergere su Schittulli). In Toscana contro l’uscente Enrico Rossi è già in campo Giovanni Donzelli di Fratelli d’Italia, ma Forza Italia e Lega stanno cercando il proprio candidato. Anche in Umbria il Pd candida la governatrice uscente, Catiuscia Marini, mentre per Ncd e alcune liste civiche è da tempo in corsa il sindaco di Assisi Claudio Ricci; Forza Italia ha proposto l’imprenditore Luca Caprai ma sono ancora in corso contatti per cercare una candidatura unitaria. Grande incertezza, infine, nelle Marche. Il Pd terrà giovedì la direzione regionale per decidere se proporre una candidatura unitaria (potrebbe essere la senatrice Camilla Fabbri) o se organizzare le primarie. Nessun nome ufficiale nemmeno nel centro-destra, dove resta sul tavolo la possibilità di candidare il segretario regionale di Forza Italia, Remigio Ceroni.

    Il Movimento 5 Stelle concentrerà probabilmente gran parte dei propri sforzi sulla Liguria, che in seguito al clamore sulle primarie del Pd si conferma l’unica regione realmente contendibile per Grillo, anche considerando che il centro-destra è ancora senza un candidato presidente (uno dei papabili è Marco Scajola, nipote di Claudio). Intanto il M5S ha svolto le “Regionalie” per i candidati consiglieri in tutte le regioni: «Nelle Marche i votanti sono stati 1.371, in Campania 3.974, in Liguria 1.301, in Toscana 2.231 e in Umbria 854». In Puglia si sono invece verificati “problemi tecnici” che rendono necessaria una seconda votazione prevista per questa settimana. I candidati presidenti di ogni regione verranno scelti in seconda battuta tra i candidati più votati (soltanto in Veneto è già stato selezionato: si tratta di Jacopo Berti, imprenditore 31enne). Proprio in Liguria però, e in particolare in provincia di Imperia, il risultato delle Regionalie è stato contestato da alcuni esponenti locali del Movimento.

    @StefanoSavella

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