Ancora luna di miele in Assia per il governo regionale nero-verde

    Gen 19th, 2015
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    Tarek Al-Wazir

    Tarek Al-Wazir

    Un anno fa nello Stato tedesco dell’Assia prendeva vita un quasi inedito governo nero-verde. L’unico precedente risaliva al 2008, quando nella città-Stato di Amburgo si volle procedere a quell’alleanza dopo le elezioni regionali vinte dalla CDU ma senza la maggioranza assoluta. L’esito fu però disastroso: il governo cadde e si andò alle urne nel 2011, un anno prima della scadenza naturale. Risultato: l’SPD all’opposizione ottenne la maggioranza assoluta dei seggi, mentre il partito di Angela Merkel ne perse 28 su 56, una débacle. Il tracollo di Amburgo nel 2011 non ha però preoccupato, lo scorso anno, il governatore CDU dell’Assia, Volker Bouffier, in carica dal 2010. Davanti a un esito elettorale incerto, con il crollo dei liberali (FDP) che li aveva resi ininfluenti per il raggiungimento della maggioranza dei seggi nel Landtag, Bouffier si è rivolto proprio ai Verdi, detentori di 14 seggi nel parlamento regionale. Il leader locale del partito ecologista, Tarek Al-Wazir, 44enne di origini yemenite, ha convinto i suoi iscritti ad aderire all’accordo e il governo di coalizione ha ottenuto il via libera del Landtag il 18 gennaio 2014.

    Fin dal primo voto di fiducia, tutti i partiti di opposizioni si erano dichiarati certi che il governo regionale avrebbe avuto vita breve. E anche la gran parte dei commentatori giudicava la coalizione assai precaria. Un anno dopo, però, Bouffier è ancora in sella, e un sondaggio compiuto poche settimane fa, alla fine del 2014, ha mostrato un risultato sorprendente: il 57% degli intervistati si è infatti dichiarato soddisfatto del governo nero-verde, e il 4% addirittura molto soddisfatto. Nelle stime di voto, la CDU conquisterebbe il 38%, confermando la stessa percentuale delle ultime elezioni del settembre 2013, mentre i Verdi salirebbero addirittura dall’11 al 16%, con l’SPD, principale partito d’opposizione, in calo dal 30,7 al 27%.

    CDU e Verdi hanno per il momento dimostrato di poter conciliare le rispettive esigenze: gli ecologisti avevano nel loro programma elettorale il divieto di voli notturni dalle 22 alle 6 nell’aeroporto di Francoforte, e l’abbandono del progetto per la costruzione del Terminal 3 nello stesso scalo; entrambe le questioni sono state congelate, in attesa dell’esito di studi sull’impatto dell’inquinamento acustico nei pressi dell’aeroporto e sull’analisi dei bisogni reali circa la costruzione di un nuovo terminal, la cui realizzazione è comunque considerata inevitabile. Di certo c’è che una coalizione apparentemente improbabile (in campagna elettorale i Verdi avevano definito Bouffier un «populista di destra» e nella precedente legislatura ne avevano chiesto le dimissioni) ora diventa un’opzione in vista delle elezioni federali del 2017. Un’opzione «non automatica, ma realistica», secondo Al-Wazir.

    @StefanoSavella

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