La Lettonia tra semestre europeo e prossime elezioni presidenziali

    Gen 20th, 2015
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    Laimdota Straujuma e Jean-Claude Juncker

    Laimdota Straujuma e Jean-Claude Juncker

    La Lettonia, dal 1° gennaio presidente di turno dell’Unione europea, si pone sul palcoscenico internazionale pochi mesi dopo le elezioni politiche che hanno sancito la riconferma della coalizione europeista al governo. Anche la premier, Laimdota Straujuma, ha conservato il suo incarico, dopo averlo ricevuto all’inizio del 2014 da Valdis Dombrovskis, candidatosi alle elezioni europee e oggi commissario alle politiche monetarie. Sempre dall’inizio dello scorso anno, Riga è entrata a far parte dell’eurozona, e con questo semestre di presidenza sancisce quindi un momento di grande protagonismo sulla scena europea.

    Mercoledì scorso, nella plenaria del Parlamento europeo, Straujuma ha presentato le linee guida del semestre lettone di presidenza dell’UE: particolare attenzione alla lotta al terrorismo, dopo i fatti di Parigi, ma senza mettere in discussione il trattato di Schengen; sostegno al piano di investimenti Juncker per avere «soluzioni a breve» in termini di crescita e occupazione; necessità di aiutare l’Ucraina a diventare un paese «forte e stabile» di fronte all’«aggressione russa», mantenendo «l’unità dell’Unione europea».

    Nel corso della plenaria sono intervenuti anche numerosi esponenti lettoni, in gran parte entusiasti per l’avvio del semestre di presidenza (ben altro clima rispetto all’accoglienza riservata, dagli eurodeputati italiani, a Matteo Renzi). La politica interna della Lettonia è tuttavia in fermento per la prossima elezione del presidente della Repubblica, il cui mandato è in scadenza nel prossimo mese di luglio. Il presidente viene eletto direttamente dal Parlamento, e quello in carica, Andris Bērziņš, esponente del partito dei verdi e degli agrari (ZZS), fu eletto nel 2011 battendo l’indipendente Valdis Zatlers. Bērziņš ottenne al secondo scrutinio 53 voti (la maggioranza richiesta è di 51), mentre Zatlers, che poche settimane prima aveva convocato le elezioni anticipate, ne conquistò 41.

    La coalizione al governo del paese, composta dal partito Unità della premier Straujuma, dallo ZZS e dal partito di destra Alleanza Nazionale è divisa sul candidato da presentare alla Saeima, il parlamento nazionale. Lo ZZS spinge chiaramente per il secondo mandato di Bērziņš, ma il resto della coalizione preferirebbe un candidato unitario, non di un singolo partito. Straujuma si è già detta d’accordo con questa impostazione, pur non esponendosi sul nome da presentare agli altri partiti. Lo stesso presidente in carica, del resto, ha affermato di non voler prendere una decisione sulla sua ricandidatura prima del mese di aprile. Il nome di Bērziņš è stato citato, nel corso dell’ultima seduta plenaria a Strasburgo, dall’eurodeputata liberal-democratica olandese Sophie In ‘t Veld per censurarne le recenti dichiarazioni contro l’omosessualità: Riga ospiterà nel prossimo mese di giugno il gay pride europeo (Europride).

    @StefanoSavella

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