Susana Díaz rovescia il tavolo, elezioni anticipate in Andalusia

    Gen 27th, 2015
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    Susana Díaz

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    Susana Díaz, governatrice e leader del partito socialista spagnolo (PSOE) in Andalusia, rompe gli indugi e convoca le elezioni anticipate per il rinnovo del Parlamento regionale. La scadenza naturale della legislatura era prevista per il marzo 2016, ma con la mossa ufficializzata domenica la regione, che dal 1981 è una Comunità autonoma, tornerà alle urne già il prossimo 22 marzo. L’Andalusia è tradizionalmente un importante granaio di voti per il partito socialista, che ha governato la regione fin dall’approvazione del suo Statuto di Autonomia.

    Le precedenti elezioni si sono tenute nel 2012 e furono vinte, per la prima volta nella storia della regione, dal candidato dal partito popolare, Javier Arenas, con il 40,7% dei voti e 50 seggi, cinque in meno di quelli necessari per arrivare alla maggioranza. Il candidato del partito socialista andaluso e governatore uscente, José Antonio Griñán, sconfitto di misura con il 39,7% dei voti e 47 seggi, raggiunse però un accordo con la lista unitaria di Izquierda Unida (Sinistra Unita) e Verdi, gli unici a superare lo sbarramento insieme ai due partiti maggiori (11,3% dei voti e 12 seggi). Griñán, che è stato presidente nazionale del PSOE fino allo scorso mese di luglio, nel settembre 2013 è stato eletto senatore e il suo posto è stato preso da Susana Díaz, 40 anni, astro nascente del PSOE andaluso (di cui è diventata segretaria regionale nel novembre 2013) e già deputata nazionale tra il 2004 e il 2008.

    Già da alcune settimane i rapporti tra Díaz e Izquierda Unida si erano raffreddati, con la governatrice che aveva dichiarato di ritenere ormai «instabile» l’alleanza: «Non voglio essere presidente a qualunque prezzo», aveva affermato pochi giorni fa. Ad acuire le tensioni, la proposta della sinistra di organizzare entro l’estate un referendum tra i suoi iscritti per decidere se continuare o meno l’alleanza di governo nella regione, una proposta che Díaz ha letto come indice di «mancanza di fiducia» del partner di minoranza. Convocando le elezioni anticipate, Díaz si sfila dalla candidatura alle primarie nelle quali il PSOE eleggerà il proprio candidato premier nel prossimo mese di luglio; ma approfondisce la distanza tra sé e il gruppo dirigente del partito, in primis il segretario generale Pedro Sánchez, contrario alle elezioni anticipate in Andalusia.

    Le elezioni del 22 marzo saranno il primo test elettorale di un anno cruciale per la politica spagnola, che passerà anche per le elezioni amministrative e regionali di maggio e si concluderà in quelle politiche di novembre. La vittoria di Syriza in Grecia, inoltre, sembra aver messo le ali ai piedi a Podemos, il cui leader Pablo Iglesias è stato protagonista degli ultimi giorni di campagna elettorale ad Atene. Con ogni probabilità, nessun partito otterrà la maggioranza assoluta dei seggi nel nuovo Parlamento regionale, e per la prima volta sarà molto difficile costruire una coalizione considerando l’indisponibilità professata finora da Podemos (che in Andalusia è guidato dall’eurodeputata Teresa Rodríguez). Un sondaggio diffuso sabato scorso sulle elezioni regionali in Andalusia attesta il PSOE al 39,6%, il Partito popolare al 29,4%, Podemos al 15,2% e Izquierda Unida all’8,7%.

    @StefanoSavella

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