Presentato il governo Tsipras, dieci ministri, nessuna donna

    Gen 28th, 2015
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    Panos Kammenos e Alexis Tsipras

    Panos Kammenos e Alexis Tsipras

    Dopo aver giurato già lunedì come nuovo primo ministro greco, Alexis Tsipras ha presentato ieri il suo nuovo governo, frutto dell’alleanza stipulata con i Greci Indipendenti. Molto si è detto e scritto sull’opportunità di questa alleanza. Dai sostenitori di Syriza, in Italia e all’estero, l’accordo è stato giudicato «tattico», in nome del contrasto alla troika e ai memorandum, nella speranza che la coabitazione non risulti troppo indigesta nel lungo periodo. Altri hanno ricordato i giudizi tutt’altro che benevoli espressi in passato, da parte di coloro che hanno accolto con entusiasmo il risultato delle elezioni greche, per le “larghe intese” che hanno coinvolto altre formazioni politiche (da quella tra Pd e Ncd per il governo italiano, a quella tra Movimento 5 Stelle e Ukip al Parlamento europeo).

    Pochi hanno rilevato un altro aspetto: l’accordo tra Tsipras e Panos Kammenos, il controverso leader dei Greci Indipendenti, è stato ufficializzato già nella mattinata di lunedì, all’indomani delle elezioni, prima ancora che il primo ministro in pectore incontrasse il leader di To Potami, Stavros Theodorakis, l’altra opzione sul campo per un’alleanza di governo. L’incontro con Theodorakis era previsto per martedì, ma l’accelerazione avvenuta lunedì mattina lascia pensare alla presenza di un accordo stipulato già in campagna elettorale tra Syriza e Greci Indipendenti: un’alleanza assai più radicale, e visceralmente anti-tedesca, rispetto a quella possibile con To Potami. Di certo, un’alleanza che crea un ponte tra sinistra e destra scavalcando le forze moderate dello scenario politico greco.

    Davanti ai 149 seggi conquistati da Syriza e ai soli 13 dei Greci Indipendenti, la squadra di governo è comunque nettamente sbilanciata a sinistra. Per il partito nazionalista è infatti presente soltanto il suo leader Kammenos, che corona il suo sogno di diventare ministro della Difesa: probabile che da questa posizione non conceda molto spazio a tagli consistenti alle spese militari. Un taglio marcato è invece stato operato sul numero dei ministeri, passati dai 22 del governo Samaras a 10, benché contando il numero di viceministri e sottosegretari la differenza sia più lieve (41 con Tsipras, 47 con Samaras). Nella squadra dei dieci ministri non c’è però nessuna donna.

    Vicepremier è Giannis Dragasakis, relativamente moderato e di sicura esperienza, essendo stato eletto in Parlamento per la prima volta nel 1989. La poltrona più importante è però quella del dicastero dell’Economia, che va come previsto a Yanis Varoufakis, 53 anni, con una lunga carriera accademica alle spalle soprattutto in Inghilterra e in Australia. Le sue posizioni radicali sulla restituzione del prestito ottenuto dalla Grecia lasciano prefigurare più di uno scontro a livello europeo. Al ministero degli Esteri va invece Nikos Kotzias, docente all’Università del Pireo: prevedibilmente toccherà a lui rafforzare i legami con la Russia, come già suggerito in campagna elettorale sia da Tsipras che da Kammenos, che condividono lo stesso punto di vista in politica estera. Al ministero dell’Interno va Nikos Voutsis, deputato di Syriza dal 2012, mentre Giorgos Stathakis, docente di Economia all’Università di Creta, guiderà il nuovo ministero che unisce le deleghe al Turismo, allo Sviluppo economico, alle Infrastrutture e ai Trasporti. Un esponente dell’ala radicale di Syriza, Panagiotis Lafazanis, guiderà il ministero dell’Ambiente e dell’Energia, mentre il ministero del Lavoro va al portavoce uscente di Syriza, Panos Skourletis. Due tecnici vanno invece al ministero della Cultura (Aristeidis Baltas) e a quello della Giustizia (Nikos Paraskevopoulos). Un ministero ad hoc è stato infine creato per la lotta alla corruzione e sarà guidato da Panagiotis Nikoloudis, già a capo dell’Agenzia nazionale per il contrasto all’economia sommersa.

    @StefanoSavella

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