Crisi politica in Moldova, niente fiducia per il governo Leanca

    Feb 14th, 2015
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    Una seduta del Parlamento moldavo (fonte immagine: www.basarabia.md)

    Una seduta del Parlamento moldavo (fonte immagine: www.basarabia.md)

    La Moldova rappresenta oggi una pedina di eccezionale importanza nello scacchiere delle relazioni tra Russia e Unione Europea. Malgrado la prossima tregua nel Donbass, il conflitto in Ucraina ha messo sull’attenti il piccolo Stato cuscinetto tra Kiev e le porte dell’UE. Proprio per questo suo ruolo decisivo, forse più che mai in passato, acquista un rilievo ancor maggiore l’instabilità politica che la Moldova sta affrontando dall’indomani delle elezioni parlamentari dello scorso mese di novembre. I risultati finali avevano visto la vittoria dei partiti europeisti, vale a dire il Partito liberal-democratico del premier uscente Iurie Leancă, il Partito democratico e il Partito liberale, rispettivamente con 23, 19 e 13 seggi, per un totale di 55 deputati nel Parlamento nazionale che ne conta 101. La somma dei due partiti pro-Putin, quello socialista di nuova formazione (25) e quello comunista più moderato (21), raggiunge invece quota 46.

    Nonostante sulla carta fosse presente una maggioranza di governo, per quanto risicata, le trattative si sono rivelate più difficili del previsto. Alla fine di gennaio si è sancito lo scontro dei due maggiori partiti europeisti con il Partito liberale, che pretendeva posizioni di rilievo nella compagine di governo. Il premier uscente Leancă ha così formato un governo di minoranza, con il solo Partito democratico, nella speranza di ottenere in Parlamento l’appoggio esterno dei comunisti. Speranze che si sono infrante nel voto di giovedì, quando il suo governo ha ottenuto il voto favorevole di soli 42 deputati.

    Tramonta così la stella di Leancă, premier dal 2013 ed ex ministro degli Esteri, che ha traghettato il paese verso l’accordo di associazione con l’Unione Europea approvato a Strasburgo nel novembre scorso, due settimane prima delle elezioni. Un accordo messo ora a rischio, secondo le parole dello stesso premier uscente. La palla passa ora al presidente della Repubblica, Nicolae Timofti, che dovrà affidare il compito di formare un governo a un altro candidato. Il Partito liberal-democratico punta ora su un esponente della società civile, Chiril Gaburici, 38 anni, manager nel settore della telefonia mobile, che potrebbe riuscire a ottenere i voti del partito comunista senza rinunciare a una piattaforma europeista (anche se i comunisti continuano a chiedere modifiche all’accordo di associazione con l’UE). Se otterrà l’incarico dal presidente della Repubblica, avrà a disposizione poche settimane prima che vengano convocate nuove elezioni.

    @StefanoSavella

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