Grecia, Prokopis Pavlopoulos è il nuovo presidente della Repubblica

    Feb 18th, 2015
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    Prokopis Pavlopoulos

    Prokopis Pavlopoulos

    Il Parlamento greco ha eletto Prokopis Pavlopoulos nuovo presidente della Repubblica. Sessantacinque anni, controverso ex ministro dell’Interno dal 2004 al 2009, Pavlopoulos è stato sostenuto da Syriza, Greci Indipendenti e Nuova Democrazia e ha ottenuto 233 voti, superando così la maggioranza richiesta di 180 voti. Il premier Alexis Tsipras ha proposto ieri il suo nome all’assemblea dei deputati del suo partito: il nome di Pavlopoulos era da qualche ora considerato tra i più accreditati insieme a quello dell’ex ministra dell’Istruzione Marietta Giannakou, anch’essa di centro-destra. È invece tramontata domenica sera, quando sembrava ormai senza rivali, la candidatura dell’attuale commissario europeo Dimitris Avramopoulos, anch’egli di Nuova Democrazia, in seguito a uno scontro con l’ala sinistra di Syriza guidata dal ministro dell’Ambiente Panagiotis Lafazanis. Insieme a quella candidatura, è venuta meno la possibilità per Tsipras di indicare un nuovo commissario europeo, stavolta appartenente al suo partito. La mossa, del resto, non sarebbe stata di facile realizzazione: il gruppo della sinistra radicale a Strasburgo ha votato contro la Commissione Juncker nello scorso mese di ottobre, per cui nessun esponente di Syriza avrebbe ottenuto, con ogni probabilità, il voto favorevole dell’aula del Parlamento europeo. Senza contare l’ulteriore tensione che una scelta di quel tipo avrebbe portato nei già difficili rapporti tra il nuovo governo greco e le istituzioni comunitarie.

    A parte Nuova Democrazia (Samaras ha invocato la disciplina di partito contro la corrente, guidata dall’ex ministro Kyriakos Mitsotakis, che chiedeva di non votare per Pavlopoulos e che non ha partecipato al voto), il resto dell’opposizione si è mossa in ordine sparso. I due partiti di centrosinistra Pasok e To Potami hanno presentato la candidatura del costituzionalista Nikos Alivizatos, che ha ottenuto tutti i loro 30 voti, sancendo un’alleanza che potrebbe ulteriormente rafforzarsi nei prossimi mesi in Parlamento su una comune piattaforma europeista. Il partito comunista e Alba Dorata invece si sono astenuti (32 i loro voti complessivi).

    Nel mezzo dello scontro con le istituzioni europee per il piano di rientro dal debito, lo scenario politico greco è in fermento dopo la vittoria elettorale di Syriza del 25 gennaio. Ha fatto grande clamore un sondaggio pubblicato pochi giorni fa secondo che attesta il partito di Tsipras ben oltre il 40% e con più di 180 deputati, largamente sopra la maggioranza assoluta. Il risultato, in realtà, va letto alla luce della consueta luna di miele post-elettorale e del braccio di ferro in corso in Europa: rilevazioni più affidabili andranno compiute tra qualche settimana, se e quando l’accordo per il prestito ponte sarà raggiunto, e con quale ricaduta sulle promesse elettorali di Tsipras. Da parte sua, il primo ministro è pronto a varare già venerdì misure ad alto impatto sociale come la rateizzazione delle tasse a lunga scadenza e il blocco dei pignoramenti delle abitazioni.

    I partiti di opposizione sono invece alle prese con le rese dei conti interne. In Nuova Democrazia la sfida alla leadership di Samaras è entrata nel vivo, con la fronda che fa capo all’ex premier Costas Karamanlis pronta a sostenere la candidatura a segretario di Mitsotakis, 46 anni, ex ministro dell’Amministrazione. Il Pasok terrà il suo congresso il prossimo 15 maggio e subito dopo gli iscritti eleggeranno il nuovo leader: quello in carica, l’ex ministro degli Esteri Evangelos Venizelos, ha dichiarato che non si ricandiderà. Tra i suoi possibili successori potrebbe esserci la ex portavoce Fofi Gennimata, mentre l’ex deputato Thanos Moraitis, che era tra le voci più critiche dell’operato di Venizelos, ha seguito l’ex premier George Papandreou nella disastrosa avventura elettorale di Kinima.

    @StefanoSavella

    Fonte immagine: http://arouraios.gr.

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