Regionali 2015, veti incrociati nel centrodestra e nodo Campania per il Pd

    Feb 23rd, 2015
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    Con le elezioni primarie di domenica prossima nelle Marche e in Campania, il centrosinistra completerà il quadro delle sue candidature alla presidenza delle sette regioni che andranno al voto domenica 10 (o 17) maggio. Nelle Marche sono in corsa l’assessore al Bilancio uscente, Pietro Marcolini; l’ex sindaco di Pesaro Luca Ceriscioli; e Ninel Donini dell’Italia dei valori. Ma la sfida più attesa è quella della Campania. Sono le primarie del centrosinistra più travagliate di sempre, rinviate quattro volte e ancora oggi in bilico. Il sindaco di Salerno Vincenzo De Luca e l’eurodeputato Andrea Cozzolino sono in corsa fin dall’inizio, ma si presenta anche l’outsider Marco Di Lello (del Psi). Si sono invece ritirati in corsa Gennaro Migliore e Nello Di Nardo (dell’Idv). Difficile immaginare che in una competizione così agguerrita, e in una regione in cui le primarie sono state già in passato terreno di scontro, non si verificheranno “incidenti di percorso”. Dal clamore che questi assumeranno dipenderà forse il destino stesso delle primarie del centrosinistra per come le abbiamo conosciute finora.

    Dal 28 gennaio scorso il Movimento 5 Stelle ha invece ufficializzato tutti i propri nomi. Dopo la candidatura di Jacopo Berti in Veneto, nota già alla fine del 2014, l’ultimo turno delle Regionarie ha premiato in Liguria Alice Salvatore (469 voti), insegnante 32enne di Genova; in Toscana Giacomo Giannarelli (258 voti), 36enne libero professionista di Carrara; in Umbria Laura Alunni (268 voti), insegnante 49enne di Perugia; nelle Marche Giovanni Maggi (200 voti), 68enne libero professionista di Ancona; in Campania Valeria Ciarambino (804 voti), impiegata 41enne di Pomigliano d’Arco; e in Puglia Antonella Laricchia (596 voti), studentessa 28enne di Adelfia in provincia di Bari. Da segnalare che ben tre di questi sei candidati sono reduci dalla campagna elettorale per le europee: Salvatore è stata la prima dei non eletti nel Nord-Ovest con 13.323 preferenze, Laricchia e Ciarambino nel Sud hanno invece ottenuto rispettivamente 34.761 e 29.237 voti (l’ultimo degli eletti, Piernicola Pedicini, ne ha conquistati 35.829).

    La sfida per i candidati del Movimento è ovunque molto difficile, e l’assenza del ballottaggio non concede una seconda chance. La regione in cui Grillo otterrà il risultato più alto dovrebbe essere la Liguria, anche in seguito alle polemiche sorte dopo le primarie del centrosinistra vinte da Raffaella Paita. Un sondaggio di pochi giorni fa assegna al M5S il 21,9%, rispetto al 45,4% del centrosinistra e al 24,2% del centrodestra (dove non ci sono più ostacoli alla candidatura a presidente del leghista Edoardo Rixi dopo che il costruttore Federico Garaventa ha compiuto un passo indietro). Il risultato del M5S potrebbe però calare se andasse in porto il tentativo dei movimenti civici di sinistra di trovare un candidato unitario di peso, che potrebbe avere il sostegno anche dei civatiani che in Liguria hanno il loro esponente di punta nel deputato Luca Pastorino.

    Nel centrodestra manca ancora la chiusura del cerchio, a causa dei veti incrociati di Lega e NCD in Veneto e Campania. Ma nelle trattative avranno un ruolo anche le competizioni in Liguria e Toscana, dove la Lega ha candidato l’economista anti-euro Claudio Borghi mentre Forza Italia aveva già dato il suo sostegno a Giovanni Lamioni, vicepresidente di Unioncamere. Acque più distese in Umbria, dove il sindaco di Assisi Claudio Ricci, in campo già da mesi con le sue liste civiche e forte del sostegno di NCD, Lega e Fratelli d’Italia, dovrebbe ottenere domani il via libera anche di Berlusconi per sfidare la governatrice uscente Catiuscia Marini. Nelle Marche invece dovrebbe consumarsi la spaccatura tra i centristi di Area Popolare, che sosterranno la ricandidatura di Gian Mario Spacca (malgrado siano stati in parte all’opposizione del suo governo regionale negli ultimi dieci anni), e Forza Italia, ancora divisa sul nome da scegliere. Il candidato unitario del centrodestra c’è invece in Puglia, ed è l’ex presidente della Provincia di Bari Francesco Schittulli: ma la balcanizzazione di Forza Italia con l’epurazione dei coordinatori fittiani lascia prevedere una vittoria finale dell’ex sindaco di Bari Michele Emiliano.

    @StefanoSavella

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