Il Front National e oltre, il punto sulle elezioni europee in Francia

    Apr 22nd, 2014
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    Tutta l’attenzione alle elezioni europee in Francia è concentrata sul risultato del Front National di Marine Le Pen. In realtà, l’eventuale successo del partito di euroscettico di estrema destra avrà un peso più in ottica nazionale che europea: la leader è infatti già in campagna elettorale per le presidenziali del 2017 (con tanto di account Twitter: @Marine_2017) e riuscire a diventare primo partito le consentirebbe di dettare l’agenda della politica nazionale per i prossimi anni. La sfida sembra essere soltanto con i gollisti dell’UMP, che la gran parte dei sondaggi dà comunque ancora in testa alle elezioni europee, seppure con un vantaggio risicato. Nonostante il cambio alla guida del governo con Manuel Valls, il partito socialista dovrebbe restare al terzo posto: François Hollande ha peraltro già dichiarato che in assenza di risultati contro la disoccupazione, non si ricandiderà alle elezioni presidenziali che si terranno fra tre anni.

    Per la verità, il pur magro risultato che potrebbe ottenere il partito socialista sarà quasi certamente comunque superiore a quello ottenuto cinque anni fa, in un’altra fase di sua profonda crisi. Nel 2009, infatti, grazie all’allora straordinaria popolarità del presidente Nicolas Sarkozy, l’UMP conquistò il 27,8% e ben 29 seggi. I socialisti si fermarono molto indietro, al 16,4%, meno di 30.000 voti in più di quella che si rivelò la vera sorpresa di quella competizione elettorale, i verdi di Europe Ecologie guidati da Daniel Cohn-Bendit. Secondo gli ultimi sondaggi, quest’anno il partito socialista dovrebbe confermare i 14 seggi ottenuti cinque anni fa e salire al 19%, comunque due punti e mezzo in più delle ultime europee. Nel 2009, il Front National si fermò al 6,3% e ottenne tre seggi, tra cui quello per la stessa Marine Le Pen.

    Il vero crollo atteso alle prossime elezioni europee riguarderà quindi il partito ambientalista, più che quello socialista. Cohn-Bendit, dopo vent’anni consecutivi trascorsi a Strasburgo (eletto due volte in Francia e due volte in Germania), non si ricandiderà, e il suo partito dovrebbe dimezzare i consensi e i seggi che gli spetteranno. Al Parlamento europeo siederanno inoltre esponenti francesi di altri due partiti, l’alleanza centrista MoDem-UDI (aderente all’ALDE) e il Fronte di Sinistra (che supporta la candidatura di Alexis Tsipras): entrambi dovrebbero confermare il risultato di cinque anni fa, rispettivamente con sei e cinque seggi.

    Non sarà invece presente sulla scheda elettorale, malgrado le indiscrezioni di qualche settimana fa, la lista dell’associazione Le Manif pour tous che negli ultimi mesi ha manifestato contro la legge per i matrimoni e le adozioni gay. L’idea di presentarsi alle elezioni europee, in un primo momento accarezzata dai promotori, è stata messa da parte a favore dell’appoggio diretto a quei candidati che dichiareranno di sottoscrivere i loro principi e di impegnarsi a lottare contro la «lobby omosessuale» in Europa.

    La Francia è suddivisa in otto circoscrizioni elettorali per le europee. Marine Le Pen sarà capolista nel Nord-Ovest, dove otterrà con ogni probabilità il suo terzo mandato consecutivo. Suo padre Jean-Marie, fondatore del Front National, malgrado i suoi 86 anni sarà invece capolista nel Sud-Ovest. Sul sito Internet Taurillon sono stati analizzati i sondaggi per ciascuna circoscrizione: il Front National resterebbe fuori dall’assegnazione solo nei territori d’oltre mare, mentre i Verdi conquisterebbero seggi solo nella metà delle circoscrizioni (erano sette nel 2009).

    @StefanoSavella

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