Elezioni dipartimentali in Francia, il Front National all’attacco di UMP e socialisti

Mar 10th, 2015
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La sfida del Front National, il recupero dell’UMP, la tenuta del Partito socialista. Le elezioni dipartimentali che si terranno in Francia in due turni il 22 e 29 marzo saranno il test elettorale che detterà l’agenda politica per i prossimi mesi, con un occhio già alle elezioni presidenziali del 2017. Si tratta, peraltro, di una competizione inedita: una legge approvata nel 2013, infatti, ha sostituito i consigli generali locali con quelli dipartimentali, rinnovati ogni sei anni ed eletti con un sistema a doppio turno con collegi binominali (un uomo e una donna, eletti in coppia: in questo modo tutti i consigli dipartimentali avranno necessariamente il 50% di uomini e di donne). Si voterà in 101 dipartimenti (grossomodo corrispondenti alle province italiane), praticamente in tutto il paese, tranne a Parigi (dove si è votato l’anno scorso per le elezioni municipali), a Lione, in Guyana e Martinica.

Per la stragrande maggioranza dei sondaggi, sarà il Front National il partito più votato il prossimo 22 marzo, con una percentuale a ridosso del 30%. L’UMP di Nicolas Sarkozy segue a breve distanza con il 27-28%, mentre il Partito socialista navigherebbe sulla soglia del 20%. Ma come avviene per le elezioni generali britanniche, anche in Francia il voto nei collegi sfugge alle rilevazioni effettuate su tutto il territorio nazionale, che rischiano di non rispecchiare l’effettiva suddivisione tra i partiti dei consiglieri dipartimentali che verranno eletti. Ciò è vero a maggior ragione nel caso francese, dove il doppio turno penalizza normalmente le ali estreme (l’ultimo esempio è arrivato dall’elezione suppletiva a Doubs per un seggio dell’Assemblea nazionale, con la sconfitta al ballottaggio della candidata lepenista che aveva invece ottenuto più voti al primo turno). Ma va detto anche che al secondo turno potranno arrivare talvolta anche tre partiti, se superassero la soglia del 12,5% degli iscritti al voto (e non dei votanti effettivi).

È tuttavia certo che il Front National riuscirà a eleggere un buon numero di consiglieri dipartimentali: magari non sufficienti a governare un dipartimento, ma quanto basta a renderlo ingovernabile. Né il Partito socialista né l’UMP potrebbero, in diversi casi, raggiungere la maggioranza assoluta proprio per la presenza in consiglio di rappresentanti del Front National che diventerebbero così l’ago della bilancia. A questo proposito, Jean-Marie Le Pen ha affermato che il suo partito sceglierà caso per caso se e quando sostenere un’amministrazione guidata da un esponente dell’UMP. Il partito socialista governa 61 dei consigli provinciali uscenti, ma si avvia a perderne circa la metà. Ad avvantaggiarsene sarà sicuramente l’UMP, che conquisterà così la maggioranza delle province.

Per Marine Le Pen, invece, i dipartimenti su cui lanciare l’offensiva per provare a ottenere una storica maggioranza assoluta sono soprattutto due, entrambi nel Sud-est del paese, non distanti dal confine italiano. Il dipartimento di Var, un milione di abitanti, è stato guidato fin dal 2002 da Horace Lanfranchi, grazie a una larga maggioranza dell’UMP; ma Lanfranchi, 80 anni, non sarà ricandidato e il Front National è reduce dalle elezioni del 2014 alle quali, in questo dipartimento, ha conquistato tre sindaci e un seggio al Senato. Un destino simile potrebbe replicarsi nel vicino, ma meno popoloso, dipartimento di Vaucluse. Qui è stata eletta l’unica deputata del Front National in Assemblea nazionale, Marion Maréchal-Le Pen, e alle ultime europee il partito di estrema destra ha sfondato con il 36,4%. Il presidente uscente è però del Partito socialista, Claude Haut, e si ripresenterà per ottenere un nuovo mandato. Il Front National, inoltre, deve qui fronteggiare la concorrenza di un altro partito di estrema destra, la Lega del Sud di Jacques Bompard, che nel consiglio provinciale uscente aveva addirittura due rappresentanti, uno in più del Front National. Al primo turno, i voti raccolti dalla Lega del Sud in alcune circoscrizioni potrebbero lasciare fuori dal ballottaggio proprio i candidati lepenisti.

@StefanoSavella

Fonte immagine: www.interieur.gouv.fr

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