Sarkozy si riprende la scena, il Front National cresce ma non sfonda in attesa dei ballottaggi

    Mar 23rd, 2015
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    Il primo turno delle elezioni dipartimentali francesi se lo aggiudica Nicolas Sarkozy. L’ex presidente della Repubblica ha riportato l’UMP, di cui è tornato alla guida da pochi mesi, ad essere il primo partito del paese con il 29,7% su base nazionale. Un successo indiscutibile e non senza sorprese: il Front National di Marine Le Pen, vincitore delle ultime elezioni europee, ottiene il suo massimo storico alle elezioni amministrative, cresce ancora in termini percentuali a livello nazionale (26,4%), elegge 8 consiglieri (nel 2011 ne aveva eletto soltanto uno) e ne porta molti altri al ballottaggio: ma l’ascesa dell’UMP lo riporta in seconda posizione nelle percentuali di voto nazionali, ridimensionandone, per il momento, la centralità nel panorama politico francese. Il Partito socialista subisce una netta sconfitta ma si mantiene intorno al 21% e rivendica l’aver scongiurato il trionfo del Front National. Insieme ai loro alleati di centrosinistra, inoltre, i socialisti arrivano al 28,5% e sperano di confermarsi alla guida del numero più alto possibile di dipartimenti dopo i ballottaggi di domenica prossima.

    Al di là delle proiezioni del voto su base nazionale, infatti, è nei singoli dipartimenti (corrispondenti grossomodo alle province italiane) che centrosinistra e centrodestra dovranno gestire l’avanzata del Front National. A partire dai ballottaggi (più di 1.500 sugli oltre 2.000 cantoni complessivi), ai quali in circa 300 casi parteciperanno tutti i tre partiti maggiori: la legge elettorale per le dipartimentali assegna infatti l’ingresso al ballottaggio per tutti i partiti che abbiano superato al primo turno il 12,5% del totale degli iscritti al voto, e quindi, con un’affluenza alle urne mediamente del 51%, si verificheranno ballottaggi “triangolari” laddove socialisti, gollisti e lepenisti abbiano superato la soglia del 25% circa. Non mancheranno, tuttavia, ballottaggi “tradizionali”. Laddove il partito socialista è rimasto escluso dal ballottaggio, è stata già data ai propri elettori l’indicazione di voto per il candidato di centrodestra, in nome del “fronte repubblicano” contro l’estrema destra; nei casi, più rari, in cui a rimanere escluso è il candidato dello schieramento di Sarkozy, invece, verrà data agli elettori libertà di scelta.

    Nel 2011, i dipartimenti conquistati dal centrosinistra furono circa 60 su un totale di 101. L’UMP punta ora a invertire le proporzioni (si vota in 98 dipartimenti), e per farlo dovrà conquistare almeno 20 dipartimenti (ma secondo una proiezione dell’istituto OpinionWay, alla fine potrebbe arrivare a guidarne 70). Tra quelli in cui è più probabile il cambio di maggioranza, ci sono l’Indre-et-Loire, l’Ain, il Gard, l’Isère, l’Eure  e i Pirenei Atlantici. I socialisti hanno praticamente già perso il dipartimento del Nord, con capoluogo Lille, dove governavano dal 1998: il centrosinistra è stato infatti già eliminato in 27 dei 41 cantoni. Il Front National, invece, punta le sue carte soprattutto sul dipartimento di Vaucluse (dove è in testa in 11 cantoni su 17), ben sapendo che battere i candidati di centrodestra non sarà impresa semplice se questi ultimi usufruiranno del voto degli elettori di centrosinistra.

    @StefanoSavella

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