La Finlandia al voto il 19 aprile: cosa dicono i sondaggi?

    Apr 1st, 2015
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    Le elezioni finlandesi del 19 aprile si apprestano a modificare gli equilibri di governo, ma difficilmente cambieranno le posizioni del paese scandinavo in ambito europeo sul tema del controllo dei conti pubblici, nonostante sia in recessione da tre anni consecutivi. Rispetto a due mesi fa, i sondaggi non mostrano variazioni di rilievo nelle intenzioni di voto, pressoché stabili già dall’ottobre 2014, quando il Partito di Centro (KESK) ha fatto un balzo in avanti staccando il partito di centrodestra Coalizione Nazionale (Kokoomus) del premier in carica Alexander Stubb (nonché dell’ex premier e attuale commissario alla Crescita, Jyrki Katainen). Il KESK è infatti attestato a ridosso del 25%, che, se raggiunto, sarebbe la percentuale più alta dal 1930. Il Kokoomus resta ben distanziato, intorno al 17%, in calo rispetto al 20,4% ottenuto alle precedenti elezioni del 2011. Sempre secondo i sondaggi, perderebbe circa 3 punti anche il Partito socialdemocratico, che si gioca però sul filo dei decimali la seconda posizione con il Kokoomus.

    Scheda: I partiti politici in Finlandia

    Artefice della poderosa crescita del Partito di Centro (di chiara impronta liberal-democratica) è Juha Sipilä, che ne è alla guida dal 2012 e che ha superato indenne la sconfitta alle elezioni europee del 2014 (sebbene in leggera crescita rispetto a cinque anni prima e conquistando lo stesso numero di seggi del Kokoomus, tre: uno di essi è quello di Olli Rehn, commissario agli Affari economici e monetari negli anni più duri della crisi finanziaria, e oggi vicepresidente del Parlamento europeo). Sipilä, 53 anni, ex imprenditore e deputato dal 2011, sarà, salvo sorprese, il nuovo primo ministro della Finlandia. Se le intenzioni di voto dovessero essere confermate, il KESK potrà contare in Parlamento su circa 55 seggi, diventando nettamente il partito di maggioranza relativa. Ma la soglia per la maggioranza assoluta è fissata a quota 101: per questo, com’è tradizione in Finlandia, anche il prossimo sarà un governo di coalizione con altri partiti. Ma sarà Sipilä a scegliere il proprio partner. Potrebbe stringere un accordo proprio con il Kokoomus: d’altra parte, i due partiti sono già stati al governo insieme dal 2007 al 2011 (la coalizione comprendeva anche i Verdi e il partito della minoranza svedese) sotto la guida del premier centrista Matti Vanhanen. Ma in anni recenti il Partito di Centro è stato al governo anche con i socialdemocratici (tra il 2003 e il 2007, anche in questo caso con l’apporto della minoranza svedese ma senza Kokoomus e Verdi).

    Stando ai sondaggi, i numeri non assicurano la composizione di una coalizione di governo con soli tre partiti. Resteranno certamente all’opposizione i Veri Finlandesi, il partito euroscettico e xenofobo guidato dal 1997 da Timo Soini. In controtendenza rispetto al resto d’Europa, dopo aver toccato il loro massimo storico alle elezioni parlamentari del 2011 (19% e 39 seggi), i Veri Finlandesi sono però in calo, pur continuando ad attestarsi intorno al 15% dei consensi. All’opposizione resterà anche il partito della sinistra radicale, che dovrebbe confermare l’8% circa ottenuto quattro anni fa. In caso di maggioranza risicata, potrebbero essere decisivi i pochi seggi dei cristianodemocratici (dovrebbero ottenerne non più di quattro), mentre l’eventuale ingresso dei Verdi nella prossima maggioranza di governo è subordinato a trattative post-elettorali sugli investimenti pubblici e le politiche ambientali.

    @StefanoSavella

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