Estonia, via libera al nuovo governo di grande coalizione

    Apr 9th, 2015
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    Il premier estone Taavi Roivas ieri in Parlamento

    Il premier estone Taavi Roivas ieri in Parlamento

    A più di un mese dalle elezioni parlamentari del 1° marzo, l’Estonia ha ufficialmente un nuovo governo. Una sfida più difficile di quella precedente per il premier Taavi Roivas, il più giovane dell’Unione europea. In seguito al rinnovo del Riigikogu, il Parlamento nazionale, i due partiti che componevano la precedente maggioranza di governo, quello riformista (liberale) e quello socialdemocratico, sono scesi sotto la soglia della maggioranza assoluta, fissata a 51 seggi. Oltre ai 30 deputati del partito liberale e ai 15 socialdemocratici, le trattative per la formazione del nuovo governo sono state dunque aperte ad altri due partiti: l’IRL, di centro-destra (14 seggi), e il Partito libero (8 seggi), nato da un fuoriuscito dall’IRL ma con una piattaforma più anti-establishment, votata alla lotta alla corruzione e alla riduzione dei costi della politica. Al termine delle consultazioni sul programma di governo, il Partito libero ha scelto di restare all’opposizione, mentre l’IRL ha firmato l’accordo di coalizione.

    I tre partiti della nuova maggioranza sono stati già al governo insieme dal 2007 al 2009, e hanno dato prova di compattezza rieleggendo, nella prima seduta del nuovo Riigikogu, il socialdemocratico Eiki Nestor a presidente dell’assemblea. Il nuovo governo sarà composto da sette ministri del Partito riformista (compreso il premier Roivas), da quattro socialdemocratici e altrettanti dell’IRL. Il partito di maggioranza relativa conferma due dei suoi ministri uscenti: la 39enne Keit Pentus-Rosimannus agli Esteri e il 38enne Hanno Pevkur agli Interni. Passa invece all’Istruzione l’ex ministro delle Finanze Jürgen Ligi, il più “anziano” di tutto il governo (pur avendo 55 anni). Cambia dicastero anche Urmas Kruuse, che passa dalla Salute all’Agricoltura, e ottengono deleghe pure Kristen Michal (Sviluppo economico e infrastrutture) e Arto Aas (Pubblica amministrazione). I socialdemocratici passano da 6 a 4 ministri, confermando il leader Sven Mikser alla Difesa (a loro vanno anche la Cultura, il Commercio estero e la Salute). All’IRL va invece l’importante poltrona di ministro delle Finanze con Sven Sester, ex deputato rimasto escluso dal nuovo Parlamento per una sola preferenza in meno rispetto a un’altra candidata del suo partito. Al partito di centro-destra vanno anche le deleghe alla Giustizia (con il suo attuale leader Urmas Reinsalu), all’Ambiente e agli Affari sociali. L’IRL si avvia, peraltro, a un prossimo cambio di leadership al congresso di giugno, dopo le dimissioni di Reinsalu in seguito al deludente risultato elettorale.

    A guidare l’opposizione sarà invece il Partito di Centro (27 seggi), vicino alla minoranza russa, le cui dinamiche interne potrebbero cambiare a breve lo scenario politico estone. Leader del partito è, fin dalla sua fondazione nel 1991, Edgar Savisaar, sindaco di Tallinn, reduce alle ultime elezioni da una performance personale suggellata da 25.000 preferenze. Savisaar, che ha 64 anni e già soffriva di gravi patologie, è stato ricoverato lo scorso 19 marzo per una infezione batterica, a causa della quale è stato necessario amputargli una gamba. Il 30 marzo la guida del partito è stata assunta temporaneamente da una sua vice, Kadri Simson. Savisaar è uscito pochi giorni fa dal coma farmacologico e secondo alcune fonti potrebbe riprendere presto la guida del partito. La sua leadership costringe però il Partito di Centro all’opposizione, trattandosi di una figura particolarmente “divisiva”; al contrario, altri partiti potrebbero essere disponibili a collaborare se il Partito di Centro dovesse essere guidato da un’altra personalità. Se l’ampia coalizione di governo dovesse mostrarsi instabile nei prossimi mesi, e se Savisaar dovesse cedere il passo, il Partito di Centro potrebbe allora tornare a proporsi per un ingresso in maggioranza.

    @StefanoSavella

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