Nick Clegg rischia di perdere il proprio seggio a Westminster

    Apr 3rd, 2015
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    Nick Clegg

    Nick Clegg

    Il dibattito televisivo di ieri tra i leader dei sette principali partiti britannici non ha avuto un chiaro vincitore. I sondaggi tra gli spettatori hanno mostrato una sostanziale parità tra il premier David Cameron e il candidato laburista Ed Miliband, ma sono state valutate come buone performance anche quelle di Nigel Farage dell’Ukip e di Nicola Sturgeon del Partito nazionale scozzese (SNP). Poche sorprese, quindi: era naturale che l’attenzione fosse concentrata sui due contendenti alla premiership e che, tra gli altri, emergessero i leader dei due partiti il cui risultato si rivelerà decisivo per i prossimi equilibri politici a Westminster. Tra i protagonisti del dibattito di ieri manca però il vicepremier e leader dei liberal-democratici, Nick Clegg, che pure aveva cominciato con una domanda scomoda rivolta a Cameron, di cui è finora alleato ma dal quale è apparso volersi chiaramente smarcare.

    La parabola discendente di Clegg e del suo partito non è cominciata ieri. Il grafico dei sondaggi da maggio 2010 ad oggi mostra che la caduta del consenso per i liberal-democratici è avvenuta repentinamente a ridosso delle precedenti elezioni: frutto, evidentemente, di una scelta non condivisa da buona parte del proprio elettorato di condividere le responsabilità di governo con i conservatori, finendone in qualche modo schiacciati. In pratica, già dal dicembre 2010 il partito di Clegg è rimasto inchiodato intorno al 10%, perdendo altri 3-4 punti dopo l’esito disastroso delle ultime elezioni europee. Una caduta ancor più rumorosa se paragonata con i risultati elettorali ottenuti dal 1992 al 2010, grosso modo stabili tra il 17 e il 23% e con un numero di seggi per nulla trascurabile.

    I risultati elettorali dei lib-dem alle elezioni generali 1992-2010 (Fonte: Wikipedia)

    I risultati elettorali dei lib-dem alle elezioni generali 1992-2010 (Fonte: Wikipedia)

    Il rifiuto di Clegg di lasciare la carica di leader del partito e quella di vicepremier dopo le elezioni europee non ha, evidentemente, risollevato la situazione. Nonostante  una percentuale crollata a livello nazionale, i lib-dem potrebbero comunque, secondo la proiezione del «Guardian», confermarsi in 28 seggi, circa la metà di quelli ottenuti cinque anni fa. Ma la grande sorpresa sarebbe se, a perdere il seggio, fosse proprio Nick Clegg. Un sondaggio dell’istituto di Lord Ashcroft sul suo collegio di Sheffield Hallam (dove ha vinto sia nel 2005 sia nel 2010 con oltre il 50% dei voti) mostra il leader lib-dem indietro di 2 punti rispetto al candidato laburista, il 33enne Oliver Coppard (sarebbe la prima volta per un candidato di sinistra: dal 1918 al 1992 questo collegio è stato sempre conquistato dai conservatori). A gennaio, però, il divario tra Clegg e Coppard era assai più ampio a favore di quest’ultimo, e ciò rende estremamente equilibrata la sfida: soprattutto se, consapevoli di non poter vincere in questo collegio, una parte degli elettori conservatori decidessero di sostenere Clegg in modo da togliere un seggio prezioso a Westminster per il partito laburista.

    Vedi anche: L’Ukip di Nigel Farage espelle un’eurodeputata e arretra nei sondaggi

    @StefanoSavella

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