Quale paese raccontano gli spot elettorali in Finlandia?

    Apr 7th, 2015
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    Il premier finlandese Alexander Stubb

    Il premier finlandese Alexander Stubb

    Osservando gli spot elettorali di altri paesi non è sempre facile farsi un’idea dei contenuti al centro del dibattito: vuoi perché non vengono approfonditi, vuoi perché la lingua rappresenta quasi sempre un ostacolo. Eppure grazie ad essi è sempre possibile comprendere almeno quale sia il target principale al quale un partito si rivolge, o il genere di messaggio che vuole trasmettere, attraverso l’ambientazione, i colori, la musica, le persone. Tra meno di due settimane, il 19 aprile, la Finlandia andrà alle urne per il rinnovo del Parlamento. Il paese esce da tre anni di recessione ma non ha mai abbandonato, nei negoziati europei e al suo interno, l’applicazione dei principi dell’austerità.

    Scheda: I partiti politici in Finlandia

    Il premier uscente è Alexander Stubb, del partito di centro-destra Coalizione Nazionale (Kokoomus), che ha ereditato il timone del governo un anno fa da Jyrki Katainen, diretto a Bruxelles. Stubb è molto popolare su Twitter, ha un profilo moderno e cool, ma i sondaggi pre-elettorali non sembrano premiarlo. Nel principale spot elettorale del suo partito, troviamo un appartamento vuoto, completamente bianco, da riempire con le idee del programma. Stubb appare all’inizio e alla fine mentre compila e mostra uno dei tanti cartelli (elemento che ritroveremo più avanti): sul suo è scritto qualcosa come «La Finlandia si rimbocca le maniche», seguito dall’hashtag #työnkautta, «attraverso il lavoro».

    A prendere il posto di Stubb come primo ministro, se i sondaggi dovessero essere confermati, dovrebbe essere Juha Sipilä, leader del Partito di Centro (KESK) di ispirazione liberale, rigorista in economia ma più aperto al dialogo con la Russia. Lo stesso Sipilä appare alla fine dello spot, e lui le maniche se le rimbocca davvero dopo aver gettato la giacca su una sedia. Lo precedono una serie di rapide immagini su varie tematiche: dal lavoro alla famiglia, dalla tecnologia alla cucina, dall’agricoltura alla salute, dalla terza età alle risorse idriche. Ma il vero tratto caratterizzante è la musica, un brano il cui ritmo si contrappone radicalmente al pianoforte che accompagna lo spot del Kokoomus. Un brano, peraltro, composto proprio in occasione della campagna elettorale e che si intitola Suomi kuntoon, «Finlandia in movimento».

    A governare con il Partito di Centro potrebbe essere, se i numeri lo permetteranno, il Partito socialdemocratico (SDP), che già ora è partner di minoranza del Kokoomus in una grande coalizione. Lo storico partito di centro-sinistra non vince le elezioni ormai dal 1999, e lo scorso anno ha nuovamente cambiato leader, affidandosi a Antti Rinne, ministro delle Finanze ed ex dirigente sindacale. Lo spot dura 3 minuti e 30, quasi un cortometraggio. Scene di vita quotidiana si alternano a immagini in bianco e nero della storia del partito, come a dire: l’SDP di oggi è lo stesso che ha governato il paese per decenni, garantendo benessere e lavoro. Cultura, infanzia, trasporti e crescita economica sono gli elementi che emergono in modo particolare. In chiusura, nessuno spazio per il leader del partito, soltanto uno slogan: «Il mondo può cambiare, ma servono persone coraggiose».

    C’è grande attesa anche per il risultato dei Veri Finlandesi, il partito euroscettico e anti-immigrazione, che nel 2011 anticipò i suoi numerosi emuli europei conquistando il 19% dei voti. Alle elezioni del 19 aprile il risultato dovrebbe essere inferiore, ma il messaggio non è cambiato e lo spot elettorale lo rende il più chiaro possibile, fin dall’inizio: «La Finlandia: uno stato indipendente o il più settentrionale dell’Unione Europea?». Già l’accompagnamento musicale evoca i tempi bui del presente: campi agricoli abbandonati, il potere dell’Europa e dell’euro (compreso un riferimento al debito greco), l’immigrazione islamica (una scritta su un muro evoca infiltrazioni dei terroristi somali di al-Shabab), la richiesta di adesione alla Nato (alla quale il partito si oppone). Poi, dopo il voto, immagini rassicuranti con un’anziana e una bambina. Quest’ultima tiene tra le mani un cartello dove si legge: «Vota per il nostro futuro».

    Infine, i Verdi. Il loro obiettivo è conquistare i seggi necessari per risultare decisivi nel prossimo governo. Lo spot è diviso in tre frammenti, uno per ogni tematica. Nel primo, il protagonista è il loro leader, Ville Niinistö, circondato da bambini in una palestra. Il secondo appare registrato in un ufficio pubblico, il terzo in un bosco innevato. Lo slogan Nyt jos koskaan suona all’incirca come «Ora, invece che mai».

    @StefanoSavella

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