Il nuovo corso del Partito laburista in Norvegia

    Apr 28th, 2015
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    Il leader del Partito laburista norvegese Jonas Gahr Støre

    Il leader del Partito laburista norvegese Jonas Gahr Støre

    Il Partito laburista norvegese ha celebrato nei giorni scorsi il primo congresso nazionale dopo le dimissioni di Jens Stoltenberg, che dal 1° ottobre scorso è segretario generale della Nato. L’eredità raccolta è pesante: Stoltenberg è stato primo ministro per otto anni, fino al 2013, quando il Partito laburista è stato sconfitto alle elezioni dal Partito conservatore di Ema Solberg. Il nuovo corso del partito riparte da un gruppo dirigente che punta a riconquistare il consenso perduto, a partire dalle prossime elezioni amministrative che si terranno a settembre, quando la Norvegia andrà al voto per il rinnovo dei consigli comunali e provinciali. Alle precedenti elezioni amministrative del 2011, i laburisti si confermarono primo partito, ma subirono la grande ascesa dei conservatori, che di lì a due anni avrebbero conquistato la maggioranza di governo grazie all’alleanza con un’altra formazione di destra, il Partito del progresso.

    A prendere il posto di Stoltenberg come leader del Partito laburista e candidato premier nel 2017 è Jonas Gahr Støre, che già aveva preso le redini del partito nel giugno 2014 dopo la nomina di Stoltenberg alla Nato. Støre, 54 anni, è una personalità politica tra le più note in Norvegia, essendo stato per ben sette anni ministro degli Esteri nei governi laburisti dal 2005 al 2012 e successivamente, per un anno, ministro della Salute. Støre fu inoltre oggetto, nel 2008, di un attentato terroristico durante una sua visita in Afghanistan, nel quale furono uccise sei persone tra cui un giornalista suo connazionale. Al fianco di Støre, come segretaria del Partito laburista, è stata invece eletta la 40enne Kjersti Stenseng, deputata alla prima legislatura, e in passato direttrice del Festival della letteratura norvegese, uno degli appuntamenti culturali più importanti del paese.

    La campagna elettorale per le elezioni amministrative è già iniziata, ma a tenere banco sono per ora soprattutto questioni nazionali e internazionali. Nel corso del congresso, ad esempio, Støre ha dichiarato di essere favorevole al riconoscimento dello Stato palestinese e all’accoglienza di 10.000 rifugiati siriani in due anni, attirandosi le critiche del governo del centro-destra. Resta invece un tabù la questione dell’ingresso nell’Unione Europea: secondo un sondaggio del novembre scorso, è favorevole appena il 16,8% dei norvegesi, mentre il 74% è contrario (nel referendum del 1994 i no vinsero con un margine assai più ridotto, il 52,2%).

    La sfida per la conquista dei consigli comunali si giocherà però soprattutto su questioni locali. Grande attenzione è puntata su Oslo: qui è sindaco dal 2007 Fabian Stang, del Partito conservatore, che governa la capitale insieme al Partito laburista (non è previsto un premio di maggioranza per il partito che ottiene più seggi). Per riconquistare la guida della città, provando a costruire dopo il voto una coalizione di centro-sinistra, i laburisti schierano un pezzo da novanta: Raymond Johansen, segretario nazionale uscente, e per un certo periodo in corsa per diventare leader e candidato premier del partito. Per i Verdi invece il candidato sindaco sarà Shoaib Sultan, ex presidente del Consiglio islamico nazionale.

    @StefanoSavella

    Fonte immagine: http://cultuss.blogg.no

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