L’opposizione in Croazia chiede le elezioni anticipate a ottobre

Apr 29th, 2015
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Tomislav Karamarko

Tomislav Karamarko

Dopo l’elezione della nuova presidente della Repubblica, Kolinda Grabar-Kitarovic, esponente del partito di centro-destra HDZ, in Croazia la coabitazione con il premier socialdemocratico Zoran Milanovic è sempre più tesa. Ancora recentemente la nuova presidente, che gode di un ampio consenso dopo la vittoria al ballottaggio nel gennaio scorso contro l’uscente Ivo Josipovic, ha duramente criticato Milanovic per non essersi presentato a un incontro, da lei fissato, per discutere della crisi economica nel paese e al quale era stato invitato anche il leader dell’HDZ, Tomislav Karamarko. Grabar-Kitarovic ha definito il premier un «irresponsabile», stigmatizzando un comportamento che «non ha precedenti per un paese civile» e che mette in dubbio «la credibilità delle istituzioni».

È insomma già cominciata la lunga campagna elettorale per le elezioni parlamentari, per le quali il governo deve decidere una data che sia compresa tra l’ottobre prossimo e il febbraio 2016. Secondo alcune fonti interne, la data prescelta potrebbe essere quella del 3 gennaio, un giorno storico per la sinistra croata: il 3 gennaio del 2000, infatti, il Partito socialdemocratico, allora guidato da Ivica Račan, vinse le elezioni parlamentari per la prima volta dall’indipendenza del paese. Ma il leader del centro-destra, Karamarko, è già andato all’attacco, chiedendo elezioni anticipate subito dopo l’estate, per mettere fine il prima possibile al «dissesto delle finanze pubbliche» e puntando su un programma elettorale basato su cinquanta grandi progetti nazionali da finanziare con fondi europei.

I socialdemocratici, dal canto loro, provano a invertire la rotta mostrando gli ultimi dati sulla disoccupazione, che nel mese di marzo ha ripreso a calare, scendendo dello 0,6% e attestandosi al 19,7%. Ma la sfida elettorale si preannuncia molto dura: da un anno esatto, infatti, la coalizione di centro-sinistra è indietro nei sondaggi rispetto al centro-destra, che ha ulteriormente incrementato il proprio vantaggio dopo la vittoria alle presidenziali. A rendere ancora più difficile la rimonta è l’esplosione di Živi zid (Muro umano), il partito creato dopo le presidenziali dal candidato della sinistra radicale Ivan Sinčić. Quest’ultimo, uno studente 25enne di ingegneria, al primo turno delle presidenziali ha ottenuto il 16,4%, ben oltre le più rosee previsioni, e l’ultimo sondaggio mostra il suo partito sopra il 15% dei voti: praticamente un “terzo polo”, che potrebbe così tenere le due coalizioni principali sotto la maggioranza assoluta dei seggi. Sempre nel campo del centro-sinistra, altri voti potrebbero essere sottratti ai socialdemocratici dai partiti personali del sindaco di Zagabria Milan Bandic, che però nell’ottobre scorso è stato arrestato per concussione, e dell’ex presidente della Repubblica Josipovic, orientato a presentarsi alle elezioni fuori dal perimetro della coalizione di centro-sinistra.

@StefanoSavella

Fonte immagine: www.hrvatski-dom.hr

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