PollWatch 2014, poche novità. Ma la destra si divide

    Apr 26th, 2014
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    Nell’ultima previsione rilanciata tre giorni fa da PollWatch 2014 circa l’esito delle prossime elezioni europee sembra riaprirsi la partita rispetto ai dati diffusi la settimana precedente. Si riduce la forbice di seggi tra PPE (che scende da 222 a 217) e PSE (che scende da 209 a 208), mentre conquistano tre seggi a testa i Verdi e i Liberal-democratici, ne perde due la sinistra radicale, quasi stabile il gruppo dei conservatori (ECR).

    Apparentemente pochi i cambiamenti anche nel gruppo di estrema destra e tra i non iscritti; in realtà, pochi giorni fa Marine Le Pen ha sostanzialmente ufficializzato i partner della nuova coalizione che ha intenzione di andare a formare nell’aula di Strasburgo dopo il 25 maggio, ed è quindi già possibile provare a ridisegnare la parte destra dell’emiciclo tenendo conto di questo nuovo gruppo. Ne farebbero parte, oltre al Front National (che potrebbe ottenere, secondo PollWatch, 20 seggi), anche il PVV olandese di Geert Wilders (4 seggi), l’FPO austriaco (4 seggi), la Lega Nord (4 seggi), il Vlaams Belang belga (1 seggio), i Democratici svedesi (1 seggio), e il Partito nazionale slovacco (1 seggio).

    Sarebbero partiti di sette paesi diversi, appena sufficienti quindi a formare un nuovo gruppo, con 35 seggi complessivi. Di questi sette partiti, soltanto due, la Lega Nord e i nazionalisti slovacchi, appartengono al gruppo di estrema destra Europa per la Libertà e la Democrazia (EFD), tutti gli altri (che raggruppano 30 seggi) sono al momento collocati nel “gruppo misto”, che va quindi profondamente ridimensionato, poiché perderebbe circa un terzo dei suoi ipotetici componenti: al suo interno, rimarrebbero quindi solo i partiti nazionali che non dovessero riuscire a formare gruppi autonomi, come, per il momento, il Movimento 5 Stelle, i partiti neo-nazisti di Grecia, Ungheria e (forse) Germania, e pochi altri.

    Con la fuoriuscita di Lega e nazionalisti slovacchi, inoltre, l’intero gruppo EFD attualmente presente al Parlamento europeo rischierebbe seriamente di non potersi riformare. Il partito con più seggi in questo gruppo sarà l’UKIP britannico di Nigel Farage (19), seguito dai nazionalisti danesi (4), dai nazionalisti lituani (2), dai Greci indipendenti (1), dai francesi di Debout la République (1). Un nuovo innesto di peso potrebbe provenire dal nuovo partito euroscettico tedesco Alternativa per la Germania, che potrebbe eleggere sei eurodeputati ma che non ha ancora sciolto la riserva sul gruppo europeo cui aderire (certamente comunque non con la Le Pen). Ancora incerta è anche la posizione dei Veri Finlandesi, che potrebbero addirittura vincere le elezioni nel loro paese e conquistare 4 seggi: nell’ultimo Parlamento europeo il loro rappresentante sedeva nel gruppo EFD, ma ora sono corteggiati anche dal gruppo ECR, guidato dai conservatori britannici. Anche l’esistenza di quest’ultimo gruppo, peraltro, è messa seriamente in discussione laddove non fossero eletti rappresentanti di almeno altri sei paesi dell’UE.

    Quello che è certo, al momento, è che il gruppo dei Non Iscritti verrà certamente ridimensionato rispetto alle previsioni, e che a destra dell’emiciclo potrebbero alla fine collocarsi ben tre gruppi diversi, con circa 30 deputati ciascuno; ECR, EFD e il nuovo gruppo Le Pen-Wilders. Ognuno con propri fondi e con tempi più estesi di intervento nei dibattiti parlamentari.

    @StefanoSavella

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