Elezioni presidenziali in Polonia, ora è favorito l’euroscettico Duda

Mag 12th, 2015
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Il terzo classificato alle presidenziali in Polonia, Paweł Kukiz

Il terzo classificato alle presidenziali in Polonia, Paweł Kukiz

Sono state necessarie più di 24 ore per conoscere i risultati definitivi del primo turno delle elezioni presidenziali in Polonia: un ritardo decisamente lontano dagli standard europei, stigmatizzato da molti analisti e commentatori in patria e all’estero. In compenso, gli exit poll diffusi alla chiusura delle urne si sono rivelati quasi del tutto precisi. Confermato, quindi, in attesa del ballottaggio del 24 maggio, il successo a sorpresa, seppur di misura, di Andrzej Duda, 42enne eurodeputato del partito di destra ed euroscettico Diritto e giustizia, con il 34,8%. Un volto nuovo per un partito tradizionalmente identificato con i gemelli Kaczynski, l’ex presidente della Repubblica Lech (scomparso nel 2010 in un incidente aereo) e l’ex premier Jaroslaw, tuttora leader e candidato premier alle prossime elezioni. Una carriera, quella di Duda, legata proprio a Lech Kaczynski, di cui è stato sottosegretario di Stato, prima di diventare parlamentare polacco nel 2011 ed europeo nel 2014. La sua campagna elettorale è stata tutta rivolta al cambiamento, con un accento particolare alle questioni europee: malgrado la posizione di rilievo occupata dall’ex premier Donald Tusk e l’asse stretto con Berlino, Duda è fermamente intenzionato ad allentare le relazioni con l’Europa, a partire dal blocco definitivo dell’ipotesi di un ingresso nell’eurozona.

In realtà, i poteri del presidente della Repubblica non arrivano così in alto: ma è chiaro che una coabitazione con il premier di un altro partito non sarebbe semplice. Per questo, se Duda dovesse vincere anche il ballottaggio, Diritto e giustizia diventerebbe favorito per la vittoria alle prossime elezioni legislative che si terranno in autunno. Uno scenario che potrebbe cambiare soltanto con un successo del presidente in carica, l’indipendente Bronisław Komorowski, sostenuto dal partito di governo Piattaforma civica, che si trova però ora a rincorrere da una posizione di grande svantaggio. Fino a tre mesi fa, veniva considerata possibile una sua riconferma già al primo turno: ma settimana dopo settimana il suo margine si è assottigliato, fino al sorpasso avvenuto nelle urne: alla fine, Komorowski ha collezionato solo il 33,8%. Nel 2010, invece, aveva concluso il primo turno con il 41,5% per poi vincere di misura al ballottaggio contro lo sfidante Jaroslaw Kaczynski.

Quanto accaduto al primo turno delle presidenziali polacche, peraltro, ricorda molto da vicino l’esito delle elezioni per il presidente della Repubblica in Croazia, tenutesi tra la fine del 2014 e l’inizio del 2015. Anche in quel caso il presidente uscente era un indipendente sostenuto dal principale partito di governo; anche in quel caso sembrava certo della rielezione; anche in quel caso al primo turno è arrivato praticamente appaiato al suo sfidante più accreditato; anche in quel caso, infine, un terzo candidato del tutto fuori dagli schemi ma comunque rigorosamente anti-establishment e contro i partiti tradizionali ha modificato gli equilibri della vigilia, finendo per far prevalere al ballottaggio, anche senza un appoggio diretto, il candidato dell’opposizione. Il terzo incomodo, in Polonia, si chiama Paweł Kukiz, è un musicista rock, nazionalista e indipendente, che si batte per una nuova legge elettorale con i collegi uninominali sul modello britannico. Al primo turno ha conquistato il 20,8% (fino a poche settimane i sondaggi lo attestavano intorno al 6%) e ha già affermato che non sosterrà Komorowski al ballottaggio (le sue idee sovraniste sono in effetti più compatibili con il programma di Duda).

Magri risultati per tutti gli altri candidati. L’eurodeputato di estrema destra Janusz Korwin-Mikke ottiene il 3,3% (poco più di cinque anni fa), la giovane candidata socialdemocratica Magdalena Ogorek si ferma al 2,4% (il punto più basso nella storia del centrosinistra polacco, che necessita di una radicale rifondazione e rischia un ulteriore tracollo alle prossime elezioni), Adam Jarubas del centrista Partito del popolo polacco all’1,6%, il liberale e laico Janusz Palikot all’1,4%.

@StefanoSavella

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